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viernes, 10 de noviembre de 2023

Un gioco per scoprire la Sardegna: The Secret Island - A Sardinian Journey

Le ricerche su internet possono essere piene di sorprese. A volte, cercando informazioni su qualcosa, ci si imbatte in un progetto completamente differente. In questo caso il felice colpo di fortuna mi ha fatto scoprire un fantastico esempio di valorizzazione culturale attraverso il mezzo videoludico. “The Secret Island – A Sardinian Journey” è un grazioso gioco educativo (disponibile sia per Android che iOS) che guida il giocatore in un percorso attraverso diverse località della Sardegna, e lo introduce a realtà artigianali realmente esistenti e alcune figure del folclore sardo.

Questo gioco fa parte del genere “punta e clicca”, ovvero si interagisce con l’ambiente muovendo il cursore e cliccando sugli oggetti o i personaggi desiderati. La semplicità dei comandi si presta perfettamente all’interfaccia di un telefono cellulare, ma esistono anche molti videogiochi per computer che utilizzano questo sistema. Per esempio, i classici giochi di investigazione alla Nancy Drew sfruttano questo sistema per la raccolta di indizi. 

Trailer di "The Secret Island - A Sardinian Journey"

Il gioco è stato sviluppato dalla Game Maker Academy di Cagliari, che ha collaborato al progetto Memory Wefts tramite il maggior referente della scuola Andrea Assorgia, docente, direttore didattico, tutor tecnologico e game designer. Egli si è occupato della sceneggiatura insieme a Lara Melis e Ismaele Marongiu e ha seguito il progetto dall’inizio. Il design delle ambientazioni è a opera di Manuela Galletta (colori) e Noemi Lepori con l’assistenza di Martina Pani, Andrea Serra e Edoardo Sori (line art); il character design e le animazioni dei personaggi sono opera di Stefano Puddu. La colonna sonora del gioco è stata composta dal musicista sardo Mebitek, specializzato in musica elettronica.

La protagonista della nostra storia è Daniela, giovane sarda neolaureata in archeologia che finalmente dopo tanto tempo sta andando a trovare la cara nonna Felicita. La casa di Daniela ha la funzione di livello tutorial: qui vengono spiegati i comandi per muoversi, interagire con gli oggetti e riporli o estrarli dall’inventario (la nostra borsa). L’esposizione di dettagli importanti per la storia ci viene fornita proprio grazie all’interazione con oggetti personali come la foto con la nonna: questo incoraggia il giocatore a controllare bene l’ambiente prima di passare al luogo successivo.

Uscita di casa, Daniela arriva a Mamoiada, il paese dove abita nonna Felicita. Qui incontra Barbaricina, che la indirizza verso la casa della nonna e si offre di guidarla per il paese. Barbaricina è il primo di diversi personaggi basati su persone realmente esistenti: nella vita reale è una divulgatrice con un blog dedicato a Mamoiada. Entrata in casa, Daniela trova una lettera di nonna Felicita, che le fa i complimenti per la laurea e le dice che la aspetta un nuovo viaggio da affrontare senza paura. La avvisa che è andata fuori paese per fare una commissione e che non tornerà prima di notte, perciò Daniela si siede sulla sua poltrona e si addormenta. A questo punto inizia un breve sogno in cui si vede nonna Felicita intenta a lavorare al telaio, di spalle. Daniela la chiama per tre volte, avvicinandosi ogni volta di più, ma il sogno finisce prima che la possa raggiungere. Una volta sveglia si rende conto che la nonna non è ancora tornata e decide di andare a cercarla. Prima di uscire di casa però incontra un altro personaggio proveniente dal mondo della rete: Insopportabile, rappresentato come un simpatico uccellino impertinente perché gestisce un profilo su Twitter. Ironia della sorte, Insopportabile adesso è l’ultimo uccellino sulla piattaforma dopo la sostituzione della famosa mascotte! Una volta uscita di casa, Daniela può dirigersi al museo o alla fontana del paese, e una volta esplorati questi luoghi verranno gradualmente sbloccate le altre località.

Il Museo delle Maschere Mediterranee ci propone la prima di una serie di quest o missioni: all’interno Daniela incontra prima i Mamuthones, maschere tipiche del carnevale tradizionale sardo, che prima di lasciarla procedere oltre le chiedono un po’ d’acqua. Giusto dietro l’angolo si trova una fontana a cui attingere, ma solo usando una borraccia ricavata da una zucca, come si faceva in passato. Una volta dissetati i Mamuthones, Daniela incontra gli Issohadores, le figure che tradizionalmente tengono a bada i Mamuthones. I due sono intenti a discutere sulla data di un’opera teatrale che vogliono vedere (lo spettacolo Istòs del Teatro Tragodia), e non riescono a decidere chi dei due abbia ragione. Daniela si offre di aiutarli andando a controllare il manifesto che si trova tra il museo e la casa della nonna. 

Ogni volta che Daniela interagisce con qualcuno, ottiene anche informazioni su dove la nonna possa trovarsi al momento: non tutti la conoscono, ma alcuni possono dare indicazioni su come proseguire. Nel caso delle maschere del museo loro non lo sanno, ma indirizzano Daniela a Ottana dalla maschera del Carnevale sardo che sa tutto e vede tutto: la Filonzana. Questo è il momento in cui iniziamo veramente a percepire l’atmosfera misteriosa e mitologica del gioco: seduta a filare pacatamente, la Filonzana accoglie Daniela e le spiega che sua nonna si è persa, e per ritrovarla dovrà affrontare un viaggio che la porterà a Cabras, Mogoro, Abbasanta e Paulilatano. Dovrà anche recuperare della lana colorata e due pezzi di un telaio: il subbio, un cilindro rotante su cui si avvolgono i fili di tessuto che formano l’ordito, e la navetta, ovvero il pezzo di legno allungato e scavato che conduce il filo della trama attraverso l’ordito. Per ora Daniela non comprende perché le servano questi pezzi, ma parte comunque su un classico autobus dell’A.R.S.T. verso qualsiasi paese venga scelto sulla mappa presente nell’inventario. Da questo punto in poi non c’è una sequenza prestabilita da seguire, in quanto tutti i paesi sono sbloccati contemporaneamente e si può decidere in che ordine visitare le località quante volte si vuole. 

Questo tipo di impostazione di gioco lascia al giocatore una grande libertà di esplorazione dei livelli. Per risolvere i rompicapi dei diversi luoghi spesso serviranno degli oggetti provenienti da altre località: un classico espediente di game design che ricompensa la curiosità del giocatore e lo incoraggia a interagire con tutto. Non ci soffermeremo su tutti i rompicapi, per lasciare il gusto dell’esperienza, ma ecco un esempio: nel Museo delle Maschere Mediterranee si può recuperare un cappello da apicoltore; sembrerà un oggetto fuori luogo fino a quando non si troverà un alveare in quel di Cabras da cui si potrà prelevare la cera d’api, che a sua volta servirà in altra sede.

Parleremo delle località nell’ordine in cui le ho visitate durante il gioco: Cabras, Abbasanta, Mogoro, di nuovo Abbasanta (zona archeologica) e Paulilatino. Quest’ultima sarà inevitabilmente l’ultima tappa a prescindere dal percorso, perché risolvendo il rompicapo a Paulilatino si sbloccherà la vera ultima tappa del gioco: la necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero.

Testa di un gigante
di Mont'e Prama
(fonte: wikimedia)

A Cabras incontriamo un pescatore di muggine che ci fornirà il subbio, nascosto in un luogo inaspettato. Il pescatore è uno dei pochi personaggi non basati su una specifica persona. Il vero ospite speciale di questa tappa si trova nel sito archeologico di Tharros: tra le tombe vuote giace uno dei giganti di Mont’e Prama! Questa colossale statua è rimasta parzialmente disseppellita, e chiede gentilmente a Daniela di cambiare i numeri delle tombe da scavare, così sarà finalmente il prossimo. In cambio di questa cortesia, il gigante le regala la sua lancia, che ci tornerà utile dopo.

Ad Abbasanta possiamo visitare il nuraghe Losa e ammirare un’alcova vuota. Ritorneremo in questo luogo a momento debito, quando la luce colpirà l’alcova nel modo giusto. Proseguendo incontriamo il maestro di erbe tintorie Maurizio Savoldo, presso cui la nonna è solita procurarsi la lana colorata. Fortunatamente lui ha della lana pronta da tingere nel calderone, ma mancano le tre erbe tintorie necessarie per i colori primari: Rubia peregrina (robbia selvatica) per il rosso, Istatis tinctoria (guado) per l’indaco da cui derivano il blu e l’azzurro, e la Daphne gnidium (dafne) per il colore senape da cui deriva il giallo. Munita di ampolle per estrarre il pigmento dalle erbe, Daniela si reca a Paulilatino per recuperare le erbe. Oltre alle erbe, in questa località si trova anche il famoso pozzo sacro, ma ci ritorneremo più tardi una volta ottenuti tutti gli oggetti necessari. Ritornati al calderone, con un gioco di abbinamenti tra i colori primari otteniamo un gomitolo viola, uno arancione e uno verde. Sfortunatamente Savoldo non vede la nonna da parecchio tempo, ma Daniela può dire di aver fatto progressi nel suo viaggio. 

Bronzetto "Donna con
piatto d'offerta"
(fonte: nurnet.net)
A Mogoro, nei pressi del nuraghe Cuccurada, Daniela incontra l’artigiano archeo-sperimentale Andrea Loddo. Come dice il nome, è intento a sperimentare delle tecniche di fusione per creare i bronzetti come all’epoca nuragica. La tecnica in questione è quella della cera persa, ma Andrea ha dimenticato la materia prima! Ecco qua, ora la cera recuperata in precedenza ha finalmente il suo posto, e Andrea crea un “antico bronzetto sacro nuovo di zecca” che Daniela può tenere con sé. 

Il bronzetto, posto nell’alcova del nuraghe Losa di Abbasanta, diventa il personaggio della Donna Bronzetto, che trasforma il bastone di ginepro di Daniela in una navetta. Inoltre, la informa che la nonna è “in nostra compagnia”, marcando ancora una volta il carattere soprannaturale di questa vicenda. Daniela ha una simpatica conversazione con la Donna Bronzetto, notando una certa somiglianza con la cantante Claudia Aru e cantando persino un pezzettino della sua canzone.

La Donna Bronzetto nel Nuraghe Losa
Il vero Nuraghe Losa (fonte: nuraghelosa.net)

Lara Melis e Ismaele Marongiu, membri dell’Associazione Culturale Fainas, fondatori del progetto Memory Wefts e sceneggiatori del gioco, raccontano così come queste realtà sono sono state coinvolte nel progetto:

Il progetto nasce da una nostra idea, di Lara e Ismaele parte dell'Associazione Fainas, poi si è evoluto nella collaborazione con il Teatro Tragodia, Effimero Meraviglioso, Ditta Luigi Spano e la partecipazione al bando Identity_Lab2 che metteva a disposizione fondi europei indiretti POR FESR per chi volesse presentare progetti per l'internazionalizzazione delle imprese culturali della Sardegna. A seguire poi al gruppo di lavoro si è unita anche la Game Maker Academy di Cagliari che ha sviluppato con noi l'avventura grafica e ci ha aiutato a metterla online. Nel lungo processo di creazione e sviluppo del videogioco abbiamo creato una mappa di luoghi di interesse culturale, turistico e identitario al quale abbiamo proposto la collaborazione così che i giocatori potessero vivere l'esperienza di gioco e allo stesso tempo conoscere la Sardegna e creare anche un vero e proprio percorso turistico. In ogni livello del gioco infatti è presente un personaggio "reale", cioè un artigiano/operatore turistico/artista che è possibile contattare per prenotare una visita o un'esperienza (es: la guida escursionistica di Mamoiada, Barbaricina). Inoltre ogni volta che si finisce un livello si sbloccano informazioni aggiuntive sui luoghi visitati nel videogioco e le relative informazioni di contatto. 

Dopo aver ricevuto auguri di buona fortuna dalla Donna Bronzetto, Daniela si dirige finalmente a Paulilatino per consegnare gli oggetti al pozzo sacro. La luce lunare entra perfettamente nel pozzo, riflettendosi sull’acqua: al di sopra della superficie appare una figura solenne vestita di verde con un mantello e cappello rossi. Costei è la sacerdotessa, apparsa per mettere alla prova Daniela per capire se è pronta a raggiungere la tappa finale del suo percorso.

La sacerdotessa nel pozzo sacro di Santa Cristina
Il pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino (fonte: pozzosantacristina.com)

Bronzetto "Sacerdotessa offerente"
(fonte: nurnet.net)

La sacerdotessa chiede a Daniela cosa rappresentino il subbio, la navetta e la lana: se Daniela risponde nel modo più pratico e superficiale, viene mandata fuori dal pozzo per riflettere finché non capisce il valore simbolico di questi strumenti. In una meravigliosa metafora, il subbio rappresenta l’importanza dei legami con i nostri cari: il subbio sostiene i fili dell’ordito , che sono la famiglia e gli amici, e intorno a loro tessiamo la nostra vita. La navetta con cui passiamo il filo rappresenta il tempo che scorre, mentre la lana rappresenta la forza e il colore la gioia, entrambe fondamentali per vivere. Ogni giorno costruiamo l’arazzo della nostra vita con il sostegno dei nostri cari, cercando di renderlo il più bello e colorato possibile. Una volta dimostrato di aver compreso questa verità, la sacerdotessa riconosce la maturità di Daniela e la indirizza verso la necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero, dove l’attende sua nonna.

Come i fili tessuti nell’ordito, tutti i piccoli indizi su nonna Felicita finalmente prendono una forma chiara, facendoci intuire cosa troveremo nell’ultima tappa. La necropoli è un luogo molto interessante che ci propone una sfida finale: al suo interno troviamo un labirinto di stanze che vanno visitate in un certo ordine, altrimenti ci si ritrova all’ingresso e bisogna ricominciare da zero. Io stessa ho dovuto ripetere il labirinto abbastanza volte da dover annotare su un taccuino le direzioni giuste! Porre un puzzle del genere a questo punto del gioco è un’ottima idea, perché non solo ci regala un’ultima attività relativamente complessa, ma aumenta l’anticipazione per l’incontro con la nonna dando tempo al giocatore per riflettere su ciò che ci aspetta. 

Daniela si perde nella necropoli di Anghelu Ruju

Necropoli di Anghelu Ruju (fotografia di Pierluigi Montalbano, fonte: sardegnaturismo.it)

Raggiunto finalmente il centro della necropoli, Daniela si ricongiunge con la nonna, che si avvicina… fluttuante e trasparente. Ebbene sì, la cara nonna Felicita è morta, ma è tranquilla al riguardo: “Certo che può essere, mòrghere totucantus depimus” (Tutti quanti dobbiamo morire). Era malata ma non voleva preoccupare la nipote, perciò ha preparato questo viaggio per Daniela in modo che fosse pronta e portasse con sé gli ultimi insegnamenti che poteva darle. La necropoli si trova a metà tra il regno dei vivi e quello dei morti, per questo si possono incontrare. Ora la nonna le chiede un favore prima di andare: completare il telaio con gli strumenti che ha raccolto durante il viaggio, così da poter tessere per l’eternità. Prima di lasciarla, la nonna dice che si potranno incontrare in sogno, e forse anche questo lo è. Daniela si sveglia sulla poltrona a casa della nonna e si prepara a uscire per cercarla, “ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta”.

“The Secret Island – A Sardinian Journey” è un grazioso punto d’incontro tra la tradizione e il futuro: Daniela durante il viaggio riscopre il folclore della sua terra e si ricollega con le sue origini imparando come funziona il telaio che ama tanto sua nonna. Il mezzo videoludico è uno strumento ideale per introdurre miti e luoghi della Sardegna a un vasto pubblico, soprattutto considerando che il gioco include anche la traduzione dei dialoghi in inglese!

Questo gioco, con il suo stile di disegno grazioso, la sua storia interessante e gli ottimi spunti di riflessione sulla vita, è assolutamente consigliato per l’esperienza che offre. Inoltre introduce molte realtà artigianali e archeologiche che potranno suscitare la curiosità di un pubblico ampio. Possiamo augurarci che questo connubio tra tradizione e intrattenimento moderno ci possa regalare altre opere di questo genere!

lunes, 29 de mayo de 2023

"S'Ammutadori - We are not alone" di Flora's Room: analisi del cortometraggio completo

Dopo una lunga attesa, il cortometraggio animato S’Ammutadori – We are not alone dello studio sardo Flora’s Room è stato ufficialmente rilasciato su YouTube! Abbiamo parlato in diverse occasioni sul cortometraggio e la storia più ampia di cui fa parte. Riassumendo: S’Ammutadori – We are not alone è un adattamento animato del capitolo “Limes” del racconto L’ultimo amore di Las, in cui Las e Anna affrontano durante la notte i loro incubi più profondi sotto l’influenza de S’Ammutadori. Completato nel 2021, il cortometraggio è stato selezionato in cinque festival cinematografici:
  • 20° Animae Caribe International Animation & Digital Media Festival (2021)
  • 37° Ljubljana LGBT Film Festival (2021)
  • 28° Sguardi Altrove Film Festival (2021)
  • 11° Corto Dino Film Festival (2021)
  • 7° Premio Fausto Rossano (2021)
Per quanto riguarda gli elementi visivi, i personaggi presentano uno stile di disegno semplice che permette movimenti fluidi e grande espressività. Utilizzando il programma ToonBoom Harmony, secondo me gli animatori hanno applicato la tecnica del “puppet rigging” per manipolare i personaggi, in alternanza all’animazione disegnata a mano. Questa tecnica consiste nel creare uno scheletro e collegarlo a diverse parti del modello del personaggio. Lo scheletro, comunemente chiamato rig, può essere applicato a un modello tridimensionale o a un disegno. La prima grande ondata di animazione con puppet rigging ha avuto luogo nella seconda metà degli anni 2000, grazie all’ascesa del programma Adobe Flash.
Esempio di puppet rig dal video "2020 Character Rigging
Demo Reel (ToonBoom Harmony)"
di Eddy Predeira
Tuttavia, un prototipo di questa tecnica si sperimentava già durante gli anni 70 negli studi della celebre compagnia Hanna Barbera. Il test con il sistema di animazione Scanimate riprodusse una scena di una produzione antecedente della serie Scooby-Doo, però si decise di continuare la produzione normalmente con i disegni a mano su fogli di acetato. Al di fuori di questo esperimento, il sistema Scanimate di solito veniva utilizzato per pubblicità, promozioni e sigle di programmi televisivi tra la fine degli anni ‘60 e gli anni ‘80.

Test di animazione con il sistema Scanimate (circa anni '70)

Da allora, la tecnologia si è evoluta, permettendo una maggiore versatilità e rendimento nel lavoro d’animazione. ToonBoom Harmony è attualmente il programma più utilizzato dai professionisti in tutto il mondo nell’ambito dell’animazione 2D. Nelle mani di animatori competenti l’animazione con puppet rigging può essere altrettanto bella e dinamica quanto l’animazione tradizionale, e questo cortometraggio ne è la prova. I movimenti de S’Ammutadori in particolare dimostrano una certa abilità nella scena della sua apparizione. L’inclusione di sfocatura del movimento (talvolta chiamato animation smear), stratagemma tipico dell’animazione tradizionale, fa in modo che il movimento sia più naturale e non sembri meccanico.
Maschera da Componidori sopra il letto di Anna
Intanto i luoghi, anche se stilizzati, sono pieni di dettagli che li pongono tra la realtà e il folclore sardo. Per esempio, osserviamo la stanza di Anna. Al di sopra del suo letto c’è una maschera da Componidori, figura principale della tradizione de Sa Sartiglia, appesa insieme a sa Pippa ‘e Maiu, il doppio mazzo di violette utilizzato per benedire la gente durante la festa. Abbiamo approfondito ulteriormente in un articolo completo l’anno passato. Inoltre, il pavimento ha uno schema di piastrelle esagonali tipico dei primi decenni del Novecento.
La stanza di Anna
La stanza di Las ha un pavimento di mattonelle di pietra e un caminetto all’angolo, una disposizione non inusuale nelle case tradizionali sarde. C’è una maschera da cavaliere e una stella de Sa Sartiglia anche al di sopra del letto di Las. Il paese dove vivono le protagoniste è un miscuglio di caratteristiche reali di paesi sardi ed elementi fantastici, come i grandi alberi pieni di luci colorate. Il mondo di Las sembra essere una coabitazione più pacifica ed equilibrata tra le costruzioni umani e la natura, come si poteva già vedere nel concept art per il film presentato al Cartoon Springboard 2021.
S'Ammutadori nella stanza di Las
Una delle caratteristiche più interessanti di questo cortometraggio è il fatto che la sua narrazione sia muta: anche se non ci sono parole, gli eventi vengono mostrati in un modo abbastanza intuitivo che ci dice tutto ciò che serve senza una parola. Tuttavia, questo non significa che manchi il suono: la colonna sonora di Chiara Floris e gli effetti sonori scelti da Beatrice Mele (ottenuti grazie al Museo del Coltello Sardo di Arbus, al cantante di canto a tenore Giuliano Sannai e la grotta di Ispinigoli di Dorgali) toccano le corde emotive giuste e rappresentano bene l’atmosfera degli incubi.
Las consola Anna
La figura de S’Ammutadori è utilizzata come catalizzatore per mettere i personaggi di fronte alle loro paure più grandi, originate dai loro traumi infantili. Anna è stata testimone dell’assassino di suo padre, in quella che pare essere un’azione premeditata. Nel suo incubo rivive questo tragico evento e cerca di aggredire S’Ammutadori, che si limita a scappare e lasciarla sola. Le lacrime del suo pianto silenzioso creano lentamente un fiume. Nel frattempo, Las rivive la sua esperienza di violenza domestica per mano di suo padre ubriaco. Uscendo dal ricordo, Las trova nel bosco alcuni vestiti del padre, nascosto nella vegetazione come una belva. Questa scena rappresenta come quest’uomo abbia perso qualsiasi traccia di umanità agli occhi della figlia. Las incontra in una barca la versione bambina di se stessa, restituendole l’orso di peluche che ha perso e dormendo con lei nella barca. Si risveglia da sola perché si è riunita con la sua parte infantile, e la barca si sta muovendo lungo il fiume. Las arriva al principio del fiume e consola Anna, terminando il sogno. Dopo essersi svegliate dai loro incubi, le ragazze si incontrano veramente, con Las sotto la finestra di Anna, concludendo il cortometraggio.
Nonostante sia parte di una storia più grande, questo cortometraggio si può apprezzare singolarmente ed è un’esperienza visiva e narrativa molto interessante, chiaramente prodotto della passione e abilità di tutta la squadra di Flora’s Room. E dopo “S’Ammutadori – We are not alone”, cos’altro? Ebbene, ho il piacere di annunciare che la presentazione al Cartoon Springboard 2021 è stata un successo! Infatti, non sarà un film come inizialmente pensato, bensì una serie animata per la tv in fase di sviluppo con la compagnia spagnola Mago Production. La pagina di archivio del Cartoon Springboard 2021 presenta The World of Las come segue:

“The World of Las” racconta la storia di una ragazza che vuole sbarazzarsi di un brutto ricordo che la mantiene intrappolata nel passato, per poter finalmente andare avanti con la sua vita. Las vive su un pianeta chiamato “Terra del Vero”, dove l’anima è definita con il nome di Corpo Sacro e viene curata con gli stessi criteri con cui si cura il corpo. Las vorrebbe diventare un’artigiana di Cicatrici d’Oro, ma non è in grado di seguire completamente questa passione perché è condizionata da un trauma infantile, per cui non ha la giusta predisposizione psicologica per praticare quel tipo di professione. Per superare questo trauma, Las partirà per un viaggio in cui ripercorrerà eventi passati e incontrerà creature magiche che l’aiuteranno a trovare se stessa.

Attualmente, la pagina dedicata a The World of Las nel sito di Flora’s Room presenta tre illustrazioni di concept art, con un stile di disegno differente rispetto a quello utilizzato nel cortometraggio, però altrettanto stilizzato e grazioso quanto il primo. In attesa di altre notizie, ammiriamo le meravigliose illustrazioni della futura serie televisiva. Un nuovo mondo ispirato al folclore sardo si aprirà presto agli spettatori europei!


sábado, 13 de agosto de 2022

Flora's Room e S'Ammutadori nel 2022: novità

Recentemente stavo pensando al cortometraggio “S’Ammutadori” dello studio sardo Flora’s Room (qui l’articolo approfondito dello scorso anno), e con curiosità ho deciso di controllare se ci fossero novità riguardo una distribuzione pubblica del lavoro completo. Fino a oggi, “S’Ammutadori” non è accessibile online nella sua interezza, però non mancano altre buone notizie.

Il progetto del film “The World of Las”, lungometraggio animato ispirato al racconto “L’ultimo amore di Las”, è stato selezionato per partecipare all’edizione 2021 del Cartoon Springboard, evento di presentazione di progetti per giovani talenti dalle scuole d’animazione di tutta Europa. Abbiamo parlato brevemente di questo evento nel contesto del Cartoon Digital tenutosi a Cagliari a maggio del 2021. Il Cartoon Springboard 2021 ha avuto luogo nella Universitat Politècnica de Valencia dal 26 al 28 ottobre, e 39 giovani talenti hanno presentato 24 progetti, con una vasta varietà di tematiche e categorie di pubblico a cui dirigersi. “The World of Las” non è il solo progetto italiano:

  • Fishing Stars, film presentato da Giona Dapporto, racconta la storia di un tempo in cui le stelle sono nell’acqua e si riflettono nel cielo. Jane, Mike, Rambo e Paul hanno la missione di salvarle dagli avidi cacciatori che vogliono prenderle.
  • Astrid and the School of Astronauts, di Federica Carbone e Anita Verona, è una serie di 52 episodi da 7 minuti con protagonista la bimba albina di 7 anni Astrid, appassionata dello spazio che vuole essere un astronauta. Con i suoi amici vive avventure tra pianeti e sistemi solari imparando le regole dell’universo.
  • Chakra Warriors, di Claudia Giancola, Alen Timofeyev, Marco Auddino e Sushant Sudhakaran, è una serie di 30 episodi da 22 minuti diretta a un pubblico dai 15 ai 24 anni. In un mondo dove sette regni non ricevono equamente acqua e potere dal fiume Satyadham, il protagonista Shakti indaga sulla contaminazione dell’acqua causando però un incidente mortale per sua sorella. Sentendosi colpevole, Shakti può solo sperare in un’antica leggenda: verrà concesso un desiderio ai sette “Guerrieri Chakra”, persone che hanno ottenuto abilità soprannaturali dopo aver aperto i loro chakra. 

Grazie alle immagini ufficiali dell’evento possiamo dare un’occhiata esclusiva alla presentazione di The World of Las e un esempio di concept art per il film.

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Francesca Floris e Fabrizio di Palma presentano "The World of Las" al Cartoon Springboard
(immagine di © Carlos Sevilla Martinez, 2021)

Le avventure dello studio Flora’s Room non finiscono qui, bensì sono arrivate in America! Alcuni mesi fa, a febbraio, i cofondatori Francesca Floris e Fabrizio di Palma hanno presentato lo studio alla Northern Arizona University a Flagstaff. Hanno parlato della Sardegna, della sua cultura e tradizioni rappresentate attraverso il mezzo dell’animazione. Si è parlato della lotta per raggiungere l’inclusività, l’uguaglianza e una migliore rappresentazione delle comunità poco conosciute o mal interpretate, e come l’animazione può essere uno strumento di apprendimento e sviluppo per i bambini. Inoltre, durante il loro soggiorno i rappresentanti di Flora’s Room hanno potuto parlare con la comunità nativo americana dei Navajo, in Utah, e riflettere sulle similitudini e differenze tra la loro storia e la storia sarda.

S'Ammutadori a Los Angeles
(fonte: Flora's Room facebook)

I due cofondatori non hanno viaggiato da soli: sulla pagina facebook dello studio sono pubblicate alcune graziose immagini de S’Ammutadori in diversi paesaggi americani visitati da loro. Nonostante sia un personaggio da incubo, questa creatura è anche la simpatica mascotte dello studio e vederla in situazioni comuni è sempre divertente. 

Una cosa è certa, seguiremo con attenzione il percorso di queste produzioni promettenti!

miércoles, 7 de julio de 2021

Crowdfunding per il secondo capitolo de "I misteri di Ichnos": Ombre nella notte

Precedentemente nell'articolo su "Il volo di Aquilino" abbiamo parlato della casa di produzione Ju Film di Ignazio Dessì e il film soft-horror "La strega di Belvì", prima di un ciclo di storie chiamato "I misteri di Ichnos". Un mese fa, il canale YouTube di Ju Film ha pubblicato l'annuncio dell'apertura di una raccolta fondi per la produzione del secondo capitolo della serie, "Ombre nella notte".

Il ciclo de "I misteri di Ichnos" è stato creato per raccontare i miti della Sardegna alle nuove generazioni con un approccio moderno e accattivante per il pubblico. Citando le parole della pagina del crowdfunding:

"La generazione di chi lavora con Ju film è forse l’ultima ad aver avuto la fortuna di vivere l’emozione del racconto pauroso direttamente dalla voce dei propri nonni. Noi vogliamo che quei personaggi e quelle leggende non vengano perdute e tornino invece anche ai loro destinatari principali, i bambini. Per questo abbiamo deciso di fissarle in una serie di episodi che li raccontino in un linguaggio e con dei mezzi vicini e accattivanti anche per i più giovani."

La raccolta fondi servirà a coprire le spese dei tecnici e degli attori che lavoreranno alle fasi di produzione e post-produzione del film. Come in molti progetti di crowdfunding, la quantità della donazione corrisponde a una ricompensa, che ogni volta si aggiunge ai premi precedenti relativi a una donazione minore. Si comincia con i ringraziamenti ai finanziatori nei titoli di coda, si continua con link per la visione del primo film e un poster, fino a una copia fisica su penna USB del primo capitolo e la possibilità di essere presente durante le riprese di "Ombre nella notte"! Il progetto del secondo capitolo iniziò due anni fa, nei quali è stata terminata la fase di progettazione e la fase di pre-produzione è in corso, sperando di poter partire con la produzione il più presto possibile.

Il primo capitolo, "La strega di Belvì", è uscito nelle sale cinematografiche nel 2018, con un buon risultato per quanto riguarda l'opinione del pubblico. Nel film, un gruppo di bambini appassionati di misteri e leggende indaga sul caso dei neonati di Belvì, tutti stranamente affetti da anemia. Nel piccolo paese i giovani investigatori incontrano alcuni personaggi di antiche leggende, tra cui la strega Sùrbile e lo spirito burlone Maschinganna. Inoltre, si menziona un racconto su un'antica maledizione che colpisce l'ultima di sette sorelle: lei perderà la sua felicità e umanità, portando preoccupazione e sconforto tra gli abitanti, finché qualcuno non l'avrà salvata e terminato il maleficio. 


In un'intervista a ilsarrabus.news, alla domanda "Che messaggio vuole lanciare a tutti quelli che guarderanno il suo film?" il regista Matteo Fadda ha risposto: 

"Il messaggio è sicuramente quello di trovare nutrimento nella fantasia, nell’immaginazione e nell’ascolto di storie antiche. Perdere queste storie vorrebbe dire inaridirsi e capire meno il mondo che ci sta davanti. Sognare e impaurisi ascoltando un racconto antico o un mito ci permette di tenere vive la fantasia  e l’ immaginazione. Con esse possiamo vivere meglio. L’uomo, in ogni epoca ha necessità di sognare e fantasticare, se si può contribuire a questo, bisogna sicuramente farlo."

Credo che sia molto importante sostenere le produzioni locali, specialmente se raccontano e tramandano miti e leggende della nostra tradizione popolare, così poco utilizzata. Normalmente le storie fantasy si ispirano al folklore anglosassone o del nord Europa, e l'inclusione dei miti sardi porta una ventata di aria fresca al genere e li introduce a una nuova generazione! La Sardegna ha una grande quantità di miti che possono essere protagonisti di nuove storie interessanti, abbiamo già "S'Ammutadori" e "I misteri di Ichnos", chissà  quale sarà la prossima leggenda?


lunes, 17 de mayo de 2021

S'Ammutadori: le leggende sarde protagoniste del nuovo corto di Nuova Animazione Sardegna

Dopo più di un anno dalla formazione delle prime classi del laboratorio di Nuova Animazione Sardegna, iniziano a vedersi primi frutti con un nuovo corto interessante relativo alle leggende della Sardegna. 

"S'Ammutadori" è un corto animato di una decina di minuti prodotto da Flora's Room, piccolo studio d'animazione di Oristano. Il progetto è nato dall'idea della fondatrice dello studio Francesca Floris, sviluppata inizialmente durante il suo periodo di formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, durante il quale ha lavorato in diverse produzioni cinematografiche italiane. In seguito, durante il suo master in Antropologia Visiva all'Università di Siena ha lavorato nel campo dell'animazione e degli effetti speciali: Mission Impossible 7 di Paramount Pictures, 44 Gatti di Rainbow e L'Amica geniale 2 e The New Pope per HBO). Attualmente è disponibile un breve trailer sul canale YouTube di Flora’s Room che con il suo abile montaggio ci da un assaggio dell’estetica e atmosfera del cortometraggio animato. 

L'11 maggio la pagina Facebook di Flora’s Room ha annunciato la conclusione della produzione del cortometraggio, con una deliziosa foto raffigurante Francesca Floris e la figura de S’Ammutadori in posa per l’occasione. Sembra proprio il momento ideale per parlare di questo progetto!

Il cortometraggio ha come protagoniste due ragazze che mentre stanno dormendo vengono prese di mira da S’Ammutadori, il demone del sonno, e devono affrontare l’origine delle loro paure più profonde per sopraffare la creatura e vincere la lotta.

S’Ammutadori è una figura presente nelle leggende sarde da tempi antichi, si specula che la sua comparsa risalga al 241 a.C., dopo la discesa dei Romani in Sardegna in seguito alla sconfitta dei Cartaginesi, e conseguentemente la figura sarebbe una derivazione dalla figura romana dell’Incubo. Tuttavia testimonianze di una creatura che agisce durante il sonno opprimendo le persone, solitamente sedendosi sul torace, esistono ancora prima di questa data, pertanto l'origine non è certa. 

S’Ammutadori agisce sulle persone addormentate, togliendo il respiro con il suo peso, portando la vittima a svegliarsi. Diverse testimonianze riportano di aver avuto visioni spaventose una volta svegli, descrivendo la creatura nei modi più disparati, perciò non ha un aspetto specifico perché pare prendere la forma di ciò che ti terrorizza in particolare. Questa leggenda può aver avuto origine per dare un senso al fenomeno della paralisi del sonno (paralisi ipnagogica): la mente è sveglia ma il corpo è già in stato dormiente, si resta coscienti senza però riuscire a muoversi, causando talvolta allucinazioni dovute alla scarsità di ossigeno.

Nel cortometraggio, le due protagoniste dovranno affrontare S’Ammutadori in questo limbo tra sonno e veglia. La storia è tratta da un capitolo del racconto “L’ultimo amore di Las” scritto da Francesca Floris nel 2018. “L’ultimo amore di Las” è nato come una mostra che usa come filo conduttore una storia di dieci capitoli sull’amore tra due giovani donne in un universo dagli aspetti fantastici. Ogni capitolo ha un’illustrazione dedicata, accompagnata da una citazione del capitolo, seguita da una fotografia abbinata. Nel 2019 è stato pubblicato da Officina Libraria un libro sulla mostra sperimentale, contenente osservazioni e riflessioni, ma soprattutto tutte le illustrazioni, fotografie e il racconto integrale. Questa è la trama in breve tratta dal libro:

L’ultimo amore di Las racconta in prima persona la storia di una ragazza e dei suoi due desideri: quello di vivere liberamente la propria passione e di conquistare la donna dei suoi sogni. Las vive in un universo ucronico, su un pianeta chiamato Terra del Vero, dove l’anima è definita con il nome di Corpo Sacro e ha una sua propria anatomia, che viene curata con gli stessi criteri con cui viene medicato il fisico. Las vorrebbe diventare un’artigiana di Cicatrici d’Oro (l’equivalente delle protesi per il Corpo Fisico) ma non riesce a portare fino in fondo questa sua passione perché condizionata da un trauma vissuto nella sua infanzia, che non le permette di avere la predisposizione psicologica giusta a praticare un tale mestiere. Questo evento ha avuto un forte impatto anche sulla sua vita sentimentale, e sul modo in cui Las si avvicina alle persone che desidera conoscere.

Flora’s Room sta attualmente lavorando anche alla produzione di un lungometraggio che adatta l’intero racconto con il supporto della Sardegna Film Commission! Lo studio esperimenta unendo l’estetica dell’animazione 2D con la versatilità dell’animazione 3D.

L’animatore Fabrizio di Palma spiega il procedimento parlando del cortometraggio animato “Q”, ambientato durante la quarantena:

L’animazione 3D permette anche di avere l’abilità di muovere la telecamera in tempo reale nello spazio, cambiando facilmente l’angolo delle inquadrature e la lunghezza focale delle lenti virtuali. Permette anche di giocare con le luci in tempo reale e cambiare le luci molto rapidamente. Pertanto sblocca un approccio molto cinematografico con un nuovo potenziale.
Tuttavia l'approccio dell'animazione 2D lascia molto più spazio alla creatività, al design e allo stile, rendendo possibile adottare nuove estetiche distinte e caratteristiche. In “Q” perciò abbiamo combinato i due mondi per sfruttare il massimo potenziale di entrambi. Abbiamo creato una catena di lavoro e implementato alcune tecniche per ottenere la flessibilità del 3D, l'espressività del 2D e unirle in un nuovo linguaggio visivo. 
(Dal sito di Flora's Room)

Dal Press Kit del cortometraggio possiamo conoscere brevemente tutta la squadra di artisti che lavora alla produzione: 

Chiara Floris aka BLUEM - COMPOSER
Oristano, 1995
Chiara Floris è una cantante-cantautrice e produttrice. Si è trasferita a Londra nel 2014 per studiare musica. Lì ha iniziato a scrivere e produrre le proprie canzoni originali. Nel 2018 ha rilasciato in modo indipendente il suo EP di debutto: "Picolina". Ha passato i due anni successivi scrivendo un album nostalgico, questa volta in italiano, intitolato "NOTTE". In "NOTTE" combina versi personali e un suono oscuro a un lavoro visivo dedicato interamente al suo paese d'origine e la memoria delle sue nonne.
Laura Leitermann - EDITORE
Pisa, 1989 
Laura Leitermann lavora come assistente editor e editor. Dopo aver conseguito gli studi di scuola superiore a Lucca, dove è cresciuta, ha frequentato il corso di Fotografia al LABA a Firenze. Una volta laureata si è trasferita a Roma, dove si è specializzata in video editing, frequentando prima la NUCT e poi la CSC. Dopo aver completato gli studi, ha iniziato a lavorare come assistente editor in film e serie TV italiane, video musicali, e ha continuato a lavorare come editor in cortometraggi e documentari.
Beatrice Mele - SOUND DESIGNER
Nuoro, 1993
Beatrice Mele lavora come sound editor per il cinema. Una volta finiti i suoi studi di scuola superiore, si è trasferita a Pisa per frequentare l'università, nel corso di Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione, laureandosi nel 2017. Una volta finito il suo corso universitario si è specializzato in Suono per il Cinema e la Televisione al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, scegliendo di concentrarsi sul montaggio sonoro.
Lorenzo Consoli - ANIMATORE
Roma, 1995
Lorenzo Consoli è un animatore 2D e clean-up artist. Dopo aver completato gli studi di scuola superiore, ha frequentato il corso di animazione alla Scuola Internazionale di Comics, a Roma, dal 2015 al 2018. Si è specializzato in animazione cut-out alla stessa scuola nel 2019. Da allora sta lavorando a progetti di animazione indipendenti e progetti di infografiche, e come assistente professore insieme a Simone Filia, professore di animazione alla Scuola Internazionale di Comics.
Cyril Glerum - ANIMATORE
La Garenne-Colombes, 1996
Cyril Glerum lavora come animatore 2D e storyboard artist. Occasionalmente lavora anche come illustratore e fumettista, con attenzione particolare allo stile giapponese. Dopo aver ottenuto il doppio diploma italo-francese di scuola superiore a Roma, si è prima trasferito a Saint-Etienne, poi a Eindhoven, e poi a Padova, dove ha iniziato a frequentare la Scuola Interazionale di Comics. Ha finito i suoi studi nel settembre del 2018 nella sezione della scuola con sede a Roma, dove ora abita e lavora.
Alessandra Valle - BACKGROUND ARTIST
Imperia, 1997
Alessandra Valle lavora come background artist e animatrice 2D. Una volta finiti i suoi studi di scuola superiore, si è trasferita a Roma per frequentare la Scuola Internazionale di Comics e si è specializzata nell'ambito del disegno. Alla fine del corso di animazione tradizionale e animazione cut-out, ha iniziato a lavorare come libera professionista. Lavora anche come insegnante alla sezione romana della Scuola Internazionale di Comics, nel corso di animazione per bambini e adolescenti.

Sono assolutamente affascinata da questo cortometraggio e la storia più ampia di cui fa parte, non vedo l'ora di saperne di più e poterne parlare qui!