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miércoles, 18 de febrero de 2026

Dalla gabbianella a Garibaldi: la storia di Lanterna Magica

Uno dei film d'animazione più conosciuti e apprezzati di fine secolo è La gabbianella e il gatto, parte della memoria collettiva di molti bambini italiani degli anni 90. Qui conosceremo la storia interessante del suo studio d'animazione, Lanterna Magica.

Creato nel 1983 da Maria Fares e Roberto Baratta, inizialmente era un laboratorio creativo patrocinato dall'Assessorato all'Educazione del Comune di Torino. Nei suoi primi anni di attività, da un lato creava con i bambini delle scuole primarie e secondarie alcuni cartoni animati, e dall'altro realizzava cortometraggi e pubblicità di tipo sociale (alcol, fumo, inquinamento e altro) per società ed enti. Inoltre, il laboratorio operava come centro di cultura audiovisiva, con corsi di alfabetizzazione e specializzazione delle tecniche audiovisive per insegnanti, operatori culturali e cittadini.

Nel 1992, lo studio ha deciso di tentare la produzione del suo primo lungometraggio animato, La freccia azzurra, basato sul racconto omonimo di Gianni Rodari del 1964. Il film è stato diretto dall'artista Enzo d'Alò, personaggio molto importante per la storia dello studio, e presentava un gruppo di  doppiatori famosi come Dario Fo e Lella Costa. La produzione è stata complessa e un vero investimento, che ha ripagato molto bene all'uscita nei cinema nel 1996, con un grande successo di critica e pubblico, arrivando a vincere quattro diversi premi cinematografici: David di Donatello 1997 (miglior musicista a Paolo Conte), Nastro d'Argento 1997 (migliore colonna sonora a Paolo Conte), premio speciale per film d'animazione prodotto in Italia, Bellaria Film Festival 1997 (Premio Casa Rossa per miglior contributo tecnico) e una candidatura al Festival Internazionale dei film d'animazione di Annecy 1997 come miglior lungometraggio. Durante la produzione de La freccia azzurra, lo studio ha lavorato anche a produzioni televisive come il lungometraggio Kamillo Kromo (1993) e la serie La Pimpa - Le nuove avventure (1997).

Trailer della versione restaurata (2020) de La Freccia Azzurra (1996)

Nel 1998, La gabbianella e il gatto è uscito al cinema con un gran successo, arrivando a essere il film più popolare e riuscito di Enzo D'Alò e in generale il film d'animazione italiano con il maggior successo commerciale. Basato sul romanzo del 1996 "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" dell'autore cileno Luis Sepúlveda, il film è stato la prova dell'incredibile potenziale dello studio che sembrava avere un futuro di espansione. Tra le altre produzioni televisive, nel 1999 Lanterna Magica ha lavorato alla sigla iniziale della trasmissione per bambini Melevisione. 

In quell'anno, Maria Fares e Enzo D'Alò (lei era amministratore unico, lui era regista dei film), hanno investito molto in progetti, strumenti e lavoratori per espandere l'azienda. Avevano l'obbiettivo di produrre un lungometraggio all'anno e una serie televisiva ogni due anni, rispettando le commissioni. Le produzioni in corso erano i cortometraggi Momo, Tempesta, Aida (degli alberi), la serie per la televisione Sopra i tetti di Venezia e l'episodio pilota di Pinocchio. Alla fine dell'anno, Lanterna Magica è prossima a un affare con aziende importanti del settore che avrebbe permesso di ottenere più autonomia creativa e la gestione di tutti i diritti sulle sue produzioni e prodotti collaterali.

Il nuovo millennio è iniziato con un anno complicato. Grazie ad un comunicato sindacale di quel periodo, abbiamo una linea temporale degli eventi che hanno portato al fallimento di Lanterna Magica come azienda. Questa non è la fine dello studio, però è un momento di transizione molto importante che ha definito il suo futuro. Nel gennaio del 2000, Enzo D'Alò ha iniziato a realizzare qualcosa su ciò che voleva fare della sua arte. Insisteva sul fatto che l'azienda dovesse continuare ad essere esclusivamente produttrice esecutiva. Il comunicato dichiara questo:

Sicuramente D’Alò, non riesce a realizzare una sintesi tra il suo essere regista e al contempo produttore e teme di non poter più “controllare” una società in rapido sviluppo.

Questi pensieri di D'Alò sono risultati in perdite di opportunità e ritardi nella produzione di Momo e Pinocchio. Problemi simili si sono manifestati con Sopra i tetti di Venezia, però grazie alla disponibilità degli altri registi della serie, lo studio ha mantenuto il contratto con France Animation fino al mese di agosto, quando l'azienda francese, preoccupata per le ripercussioni del conflitto interno tra D'Alò e i lavoratori di Lanterna Magica, ha reciso il contratto. Dopo mesi di tentativi di mediazione da parte dei lavoratori e constanti rifiuti di negoziazione da D'Alò, il 20 giugno del 2000 ha ipotizzato il fallimento dell'azienda con una testimonianza al Tribunale Fallimentare di Torino. Questo significa che ha dichiarato che la sua azienda avrebbe potuto fallire molto presto, nonostante gli sforzi di Maria Fares. A causa della situazione ufficiale di pre-fallimento, l'azienda non poteva pagare i suoi debiti con le società che collaboravano con essa per Momo e Sopra i tetti di Venezia, giungendo alla citata conclusione del contratto da parte di France Animation.

Infine, Lanterna Magica è fallita verso la fine dell'anno, tuttavia l'azienda produttrice cinematografica Medusa l'ha acquisita a dicembre del 2000, permettendo la conclusione dei progetti in corso e assumendo quasi tutti i lavoratori. Due anni dopo, Maria Fares è riuscita ad acquisire l'azienda da Medusa, che ha mantenuto solamente il ruolo di distributore di film. In questo modo, Lanterna Magica ha continuato a produrre film e serie televisive per molti anni.

 Pubblicità della VHS di Aida degli alberi e i suoi gadget di Kinder & Ferrero

Aida degli alberi è uscito al cinema nel 2001. Il film, ispirato all'opera lirica di Giuseppe Verdi, ha avuto meno successo del film della gabbianella, però è comunque molto apprezzato. Nello stesso anno, Sopra i tetti di Venezia ha completato la sua produzione e ha esordito nelle televisioni europee tra cui Rai 2 nel 2003, mentre il lungometraggio Totò Sapore e la magica storia della pizza è uscito nei cinema. Aida e Totò hanno avuto dei gadget in collaborazione con Kinder & Ferrero. Il periodo d'oro dei giocattoli Kinder & Ferrero è un fenomeno che merita un articolo separato.

Trailer di Totò Sapore (2003)

Negli anni successivi hanno lavorato a serie televisive come Gino il pollo (2006) e Matt & Manson (2008, coproduzione francese). Nel 2009, una nuova coproduzione con la Francia risulta nel film Nat e il segreto di Eleonora. L'anno seguente, Maria Fares ha deciso di chiudere la sede storica di Lanterna Magica in Via Cesare Battisti n.15 di Torino, con il piano di affittare periodicamente spazi più convenienti ai tempi e le necessità delle produzioni. Il trasferimento ha portato alla redazione dell'inventario dell'archivio dei documenti di produzione. L'inventario è disponibile in rete nel sito dell'Archivio di Stato di Torino. Nel 2011 Lanterna Magica ha prodotto il lungometraggio per la televisione dedicato alle celebrazioni per il 150° anniversario dell'unità d'Italia: Il generale e i fratellini d'Italia.

Oggi, Lanterna Magica continua a lavorare in collaborazione con altre aziende. Il sito web dello studio era disponibile fino all'autunno del 2024, è possibile che abbiano cambiato il dominio o semplicemente non volevano mantenerlo. Ad ogni modo, il sito è stato archiviato nella Wayback Machine e si può ancora visitare.

miércoles, 26 de octubre de 2022

Lupin III Parte 6 - Arriva il doppiaggio italiano

La sesta serie di Lupin III finalmente arriva nelle televisioni italiane! Lupin III Part 6 è andata in onda in Giappone per la prima volta a ottobre 2021 sulla rete NTV, e in seguito è stata doppiata in inglese, trasmessa nel programma contenitore statunitense Toonami ad aprile 2022 e disponibile contemporaneamente sulla piattaforma streaming HIDIVE. Per quanto riguarda il mercato italiano Yamato Video, che di solito si occupa del doppiaggio dei film e la distribuzione delle edizioni home video, ha lavorato ai sottotitoli italiani ufficiali per l’uscita in simulcast per la piattaforma streaming Amazon Prime Video. In questo modo, gli spettatori italiani hanno potuto vedere la serie in contemporanea con la messa in onda giapponese. Un anno dopo, l’azienda televisiva Mediaset (qui abbiamo parlato brevemente della sua storia e collaborazione con altre emittenti europee) ha annunciato la trasmissione della nuova serie a partire dal 12 ottobre. La serie, presentata con il titolo “Lupin III - Una storia senza fine”, andrà in onda ogni mercoledì sera in gruppi da cinque episodi ciascuno, coprendo 24 episodi nell’arco di poco più di un mese. Con l’uscita del video promozionale della serie, i fan hanno notato un dettaglio che non era stato ancora menzionato: quasi tutti i doppiatori sono stati sostituiti.

Video promozionale per la messa in onda su Italia 2

Quando un franchise è così longevo il cambio di doppiatori nel corso dei decenni è un fatto comune, però di solito si tratta di una decisione discussa tra gli interessati, e si cerca di mantenere una continuità vocale il più possibile. Le ragioni più frequenti sono il pensionamento o la morte del doppiatore. In questa occasione, la ragione più probabile è che scegliere un cast di doppiatori con sede nella zona di Milano sia più conveniente logisticamente per Mediaset rispetto a continuare a lavorare con il cast di Roma (come invece preferisce Yamato Video).

Video promozionale dell'edizione italiana di Lupin III-The First

Per celebrare questa nuova fase della storia di Lupin in Italia, ricordiamo i doppiatori che hanno dato voce alla banda nelle serie precedenti. 

Lupin III
Roberto del Giudice (1979-2007)
  • Parte 1 (primo e secondo doppiaggio), Parte 2, Parte 3
  • Speciali televisivi a partire dal primo (Bye Bye Liberty: Scoppia la crisi!) fino al 15° (Le tattiche degli Angeli)
  • Film a partire dal primo (La pietra della saggezza) fino al quinto (Trappola mortale) + il film OAV (La cospirazione dei Fuma)
Stefano Onofri (2008-2021)
  • La donna chiamata Fujiko Mine, secondo doppiaggio della Parte 3 (2021), Parte 4 e Parte 5
  • Ha esordito come Lupin nello speciale tv “La lacrima della Dea” nel 2008 su scelta di Roberto del Giudice prima della sua morte, ha continuato a doppiare gli speciali fino al 27° (Prigioniero del Passato)
  • Film a partire da “Lupin Terzo vs Detective Conan” fino a “Lupin III-The First”
Luigi Rosa (2022)
  • Parte 6
  • Secondo doppiaggio per la versione home video de “Il castello di Cagliostro” (1992)
Jigen Daisuke
Germano Longo (1979)
  • Primo doppiaggio della Parte 1
Sandro Pellegrino (1979-2012)
  • Secondo doppiaggio della Parte 1 (1987), Parte 2 e Parte 3
  • Versione televisiva del primo film (La pietra della saggezza, 1979), film a partire dal terzo (La leggenda dell’oro di Babilonia) fino al quinto (Trappola mortale)
  • Speciali televisivi a partire dal primo fino al 15° + il film OAV (La cospirazione dei Fuma)
Alessandro Maria D’Errico (2014-presente)
  • La donna chiamata Fujiko Mine, secondo doppiaggio della Parte 3 (2021), Parte 4, Parte 5 e Parte 6
  • Speciali televisivi a partire dal 22° (Il sigillo di sangue, la sirena dell’eternità)
  • Film a partire da “Lupin Terzo vs Detective Conan” fino a “Lupin III-The First”
Goemon Ishikawa
Enzo Consoli (1979)
  • Primo doppiaggio della Parte 1
Vittorio Guerrieri (1987)
  • Secondo doppiaggio della Parte 1 (1987), Parte 3, secondo doppiaggio della Parte 3 (2021)
  • Versione televisiva del primo film (La pietra della saggezza, 1979) e del terzo (La leggenda dell’oro di Babilonia)
Massimo Rossi (1982)
  • Parte 2
Antonio Palumbo (1996-2021)
  • La donna chiamata Fujiko Mine, Parte 4, Parte 5
  • Speciali televisivi a partire dal primo (Bye Bye Liberty: Scoppia la crisi!) fino al 27° (Prigioniero del passato)
  • Film a partire da “Le profezie di Nostradamus” fino a “Lupin III-The First” + il film OAV (La cospirazione dei Fuma)
Patrizio Prata (2022)
  • Parte 6
Fujiko Mine
Piera Vidale (1979-1982)
  • Primo doppiaggio della Parte 1, Parte 2
  • Edizione per i cinema de “La pietra della saggezza” (1979)
Alessandra Korompay (1987-2021)
  • Secondo doppiaggio della Parte 1 (1987), Parte 3, secondo doppiaggio della Parte 3 (2021), Parte 4 e Parte 5
  • La donna chiamata Fujiko Mine
  • Speciali tv a partire dal primo (Bye Bye Liberty: Scoppia la crisi!) fino al 27° (Prigioniero del passato)
  • Film a partire dalla versione televisiva del primo (La pietra della saggezza) fino a “Lupin III-The First” + il film OAV (La cospirazione dei Fuma)
Emanuela Pacotto (2022)
  • Parte 6
Koichi Zenigata
Enzo Consoli (1979-1992)
  • Primo (1979) e secondo doppiaggio della Parte 1 (1987), Parte 3
  • Versione televisiva del primo film (La pietra della saggezza) e terzo (La leggenda dell’oro di Babilonia) + il film OAV (La cospirazione dei Fuma)
  • Primo speciale tv (Bye Bye Liberty: Scoppia la crisi!) e versione home video di “L’unione fa la forza” (Tokyo Crisis)
  • Sono state mantenute le sue incisioni per il secondo doppiaggio della Parte 3 (2021), che ha avuto luogo dopo la sua morte nel 2007
Marcello Prando (1982)
  • Parte 2
Rodolfo Baldini (anni ‘90)
  • Speciali televisivi numero 2 (Il mistero delle carte di Hemingway), 3 (Ruba il dizionario di Napoleone!) e 4 (Il tesoro degli zar)
Rodolfo Bianchi (1996-2021)
  • La donna chiamata Fujiko Mine, Parte 4, Parte 5
  • Speciali televisivi a partire dal quinto (Viaggio nel pericolo) fino al 27° (Prigioniero del passato)
  • Film a partire da “Le profezie di Nostradamus” fino a “Lupin III-The First”
Mario Zucca (2022)
  • Parte 6
Video promozionale di Lupin III con Luigi Rosa

Dopo due mercoledì di messa in onda, ci sono delle considerazioni interessanti da fare sull’approccio italiano alla serie. In primo luogo, la trasmissione di cinque episodi alla volta ogni mercoledì sera in prima serata sembrava strana all’inizio, come se fosse un modo di completare la messa in onda il più rapidamente possibile, però adesso tutto è più chiaro. Il mercoledì sera è da molto tempo la fascia oraria dedicata ai film e gli speciali televisivi di Lupin: probabilmente il gruppo di cinque episodi ha lo scopo di mantenere la solita programmazione settimanale. Inoltre, l’ordine degli episodi è stato leggermente modificato, spostando gli episodi autoconclusivi: così i sei episodi che coprono l’arco narrativo “Lupin III vs Sherlock Holmes” sono andati in onda senza interruzioni da parte delle storie singole, replicando la sensazione di vedere un film (cinque episodi più il finale dell’arco la settimana successiva). Questo dimostra un’interessante strategia di messa in onda pensata per una buona fruizione della serie da parte degli spettatori.

Per quanto riguarda la traduzione e l’adattamento, finora pare che i dialoghi si mantengano fedeli alla versione originale, a differenza della serie precedente, in cui sono stati “alleggeriti” dialoghi relativi a morte e assassini, è stata cambiata parte della storia di un personaggio (sequestrata per un riscatto, quando in realtà la poverina era sfruttata per immagini pornografiche) e sono stati eliminati i riferimenti all’omosessualità di uno dei personaggi secondari.

Infine, il nuovo cast di doppiatori propone un’interpretazione convincente dei personaggi, contribuendo enormemente alla gradevole esperienza di visione. Personalmente non sarebbe una brutta idea se il nuovo cast continuasse a doppiare le possibili serie future e il cast “classico” continui a doppiare i film per Yamato Video. In ogni caso, vedremo presto cosa si deciderà per il film Lupin III VS Cat’s Eye che uscirà nel 2023 su Amazon Prime Video. Fino ad allora, aspetto con entusiasmo il prossimo mercoledì per il continuo della serie!

sábado, 13 de agosto de 2022

Flora's Room e S'Ammutadori nel 2022: novità

Recentemente stavo pensando al cortometraggio “S’Ammutadori” dello studio sardo Flora’s Room (qui l’articolo approfondito dello scorso anno), e con curiosità ho deciso di controllare se ci fossero novità riguardo una distribuzione pubblica del lavoro completo. Fino a oggi, “S’Ammutadori” non è accessibile online nella sua interezza, però non mancano altre buone notizie.

Il progetto del film “The World of Las”, lungometraggio animato ispirato al racconto “L’ultimo amore di Las”, è stato selezionato per partecipare all’edizione 2021 del Cartoon Springboard, evento di presentazione di progetti per giovani talenti dalle scuole d’animazione di tutta Europa. Abbiamo parlato brevemente di questo evento nel contesto del Cartoon Digital tenutosi a Cagliari a maggio del 2021. Il Cartoon Springboard 2021 ha avuto luogo nella Universitat Politècnica de Valencia dal 26 al 28 ottobre, e 39 giovani talenti hanno presentato 24 progetti, con una vasta varietà di tematiche e categorie di pubblico a cui dirigersi. “The World of Las” non è il solo progetto italiano:

  • Fishing Stars, film presentato da Giona Dapporto, racconta la storia di un tempo in cui le stelle sono nell’acqua e si riflettono nel cielo. Jane, Mike, Rambo e Paul hanno la missione di salvarle dagli avidi cacciatori che vogliono prenderle.
  • Astrid and the School of Astronauts, di Federica Carbone e Anita Verona, è una serie di 52 episodi da 7 minuti con protagonista la bimba albina di 7 anni Astrid, appassionata dello spazio che vuole essere un astronauta. Con i suoi amici vive avventure tra pianeti e sistemi solari imparando le regole dell’universo.
  • Chakra Warriors, di Claudia Giancola, Alen Timofeyev, Marco Auddino e Sushant Sudhakaran, è una serie di 30 episodi da 22 minuti diretta a un pubblico dai 15 ai 24 anni. In un mondo dove sette regni non ricevono equamente acqua e potere dal fiume Satyadham, il protagonista Shakti indaga sulla contaminazione dell’acqua causando però un incidente mortale per sua sorella. Sentendosi colpevole, Shakti può solo sperare in un’antica leggenda: verrà concesso un desiderio ai sette “Guerrieri Chakra”, persone che hanno ottenuto abilità soprannaturali dopo aver aperto i loro chakra. 

Grazie alle immagini ufficiali dell’evento possiamo dare un’occhiata esclusiva alla presentazione di The World of Las e un esempio di concept art per il film.

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Francesca Floris e Fabrizio di Palma presentano "The World of Las" al Cartoon Springboard
(immagine di © Carlos Sevilla Martinez, 2021)

Le avventure dello studio Flora’s Room non finiscono qui, bensì sono arrivate in America! Alcuni mesi fa, a febbraio, i cofondatori Francesca Floris e Fabrizio di Palma hanno presentato lo studio alla Northern Arizona University a Flagstaff. Hanno parlato della Sardegna, della sua cultura e tradizioni rappresentate attraverso il mezzo dell’animazione. Si è parlato della lotta per raggiungere l’inclusività, l’uguaglianza e una migliore rappresentazione delle comunità poco conosciute o mal interpretate, e come l’animazione può essere uno strumento di apprendimento e sviluppo per i bambini. Inoltre, durante il loro soggiorno i rappresentanti di Flora’s Room hanno potuto parlare con la comunità nativo americana dei Navajo, in Utah, e riflettere sulle similitudini e differenze tra la loro storia e la storia sarda.

S'Ammutadori a Los Angeles
(fonte: Flora's Room facebook)

I due cofondatori non hanno viaggiato da soli: sulla pagina facebook dello studio sono pubblicate alcune graziose immagini de S’Ammutadori in diversi paesaggi americani visitati da loro. Nonostante sia un personaggio da incubo, questa creatura è anche la simpatica mascotte dello studio e vederla in situazioni comuni è sempre divertente. 

Una cosa è certa, seguiremo con attenzione il percorso di queste produzioni promettenti!

martes, 2 de agosto de 2022

Lupin VIII: la serie che quasi fu

Conosciamo già il ladro Lupin III, nato dalla matita di Monkey Punch (Kazuhiko Katō), protagonista di numerose serie animate e film, però sapete che esisteva un progetto sul suo discendente Lupin VIII? Ebbene sì, oggi parliamo di una serie che non fu mai completata ma sorprendentemente aiutò nella creazione di altri due progetti.

Copertina dell'edizione DVD
di Ulysse 31

Andiamo indietro nel tempo: era l’anno 1982 e la compagnia TMS era interessata alla produzione di una terza serie animata di Lupin III dopo le prime due degli anni ‘70. L’anno precedente, la compagnia televisiva francese DIC Audiovisuel (attualmente DIC Entertainment) lavorò in collaborazione con TMS alla serie animata fantascientifica Ulysse 31. Ideata da Jean Chalopin, la serie racconta le avventure di Ulysse e la sua squadra contro le entità divine che comandano l’universo nel 31° secolo, ovvero gli antichi dei della mitologia greca. Questa re-immaginazione futuristica dell’odissea è stata la prima di una serie di collaborazioni tra i due studi, che durò fino al 1996.

Lupin VIII e Jigen VI

L’intenzione di questo progetto era introdurre il personaggio di Lupin a un pubblico occidentale: per questo si decise di cambiare alcune caratteristiche del personaggio per conformarsi ai canoni delle televisioni straniere, al posto delle regole più permissive della televisione giapponese riguardo alle serie animate. In primo luogo, DIC y TMS hanno separato il loro protagonista dalla figura del ladro Lupin III, concentrandosi sul discendente Lupin VIII e ambientando le sue avventure nel 22° secolo. Inoltre, tutti gli amici del protagonista sono discendenti dei membri originali della banda: abbiamo Jigen Daisuke VI, Fujiko Mine VI e Goemon Ishikawa XVIII. Però questo Lupin non è un ladro, bensì un investigatore privato! Naturalmente non può mancare un ispettore tenace e testardo: Koichi Zenigata VI, che come il suo avo continua a inseguire il rivale. Anche se Lupin è un investigatore, quasi un collega di Zenigata, lui lo considera sospetto e continua a controllare le sue azioni per assicurarsi che non stia facendo qualcosa di criminale.

Pagina di riferimento dei cinque personaggi (fonte: lupincentral)

Goemon XVIII
con la sua spada laser

Per quanto riguarda elementi come la violenza da arma da fuoco, il sangue, il fumo e qualsiasi riferimento all’attrazione sessuale, anche se solo per delle gag, hanno dovuto essere eliminati in favore di un tono più adeguato a un pubblico giovane. Per questa ragione tutte le armi sono trasformate nel loro corrispondente fantascientifico: Jigen ha una pistola a raggi laser e Goemon usa una spada simile a quelle di Guerre Stellari. Parlando di fumo: Zenigata usa una pipa, però invece di fumare tabacco la può utilizzare come comunicatore, mentre Jigen abbandona completamente la sigaretta in favore di un lecca lecca.

Arte di pre-produzione di Jigen con un lecca lecca
(fonte: lost media wiki)

Attualmente le informazioni sul team che ha lavorato su questa serie non sono confermate al 100%, però questo è quello che si sa con i dettagli che sono emersi nel corso degli anni. Monkey Punch partecipato alla fase concettuale dello stile dei personaggi, finalizza in seguito da Shingo Araki e Michi Himeno. Gli episodi sarebbero stati diretti da Rintarō, conosciuto per il suo lavoro nella serie Uchū Kaizoku Captain Harlock nel 1978 e i lungometraggi Galaxy Express 999 (1979) e Adieu Galaxy Express 999 (1981). Nonostante i copioni di alcuni episodi siano stati completati e parte degli episodi successivi fossero in pre-produzione, si riuscì a completare solo il primo episodio a livello di animazione e colonna sonora, senza la voce dei personaggi.

Perché un progetto così promettente è stato cancellato? Il problema è sorto al momento di proporre il progetto in Europa: mentre in Giappone e in Italia si poteva utilizzare il nome di Arsène Lupin senza problemi, in Francia i discendenti dell’autore Maurice Leblanc non avevano intenzione di lasciarli procedere gratuitamente. Il prezzo dei diritti d’autore stabilito dalla famiglia Leblanc era troppo elevato in confronto alle risorse economiche del progetto e per questo TMS e DIC hanno deciso di cancellare la serie. 

L'Ispettore Gadget e il suo elicottero incorporato (DIC, 1983)

Tuttavia, questo non significa che il materiale creato durante la produzione sia stato uno spreco di tempo. Infatti, la cancellazione di un progetto ha aiutato la creazione di due serie! DIC ha utilizzato il concetto di investigatore con strumenti futuristici e ha creato l’iconico Ispettore Gadget: la serie ha esordito nel 1983 e ha dato origine a un franchise di successo, con diverse serie animate, spin-off, film e videogiochi nel corso degli ultimi decenni. D’altra parte, TMS ha utilizzato il materiale di produzione per creare un’altra serie di Lupin III, chiamando nuovamente Shingo Araki come supervisore del design e direttore dell’animazione. La serie, Lupin III Part 3, ha esordito nel 1984 ed è conosciuta tra i fan principalmente per i diversi stili di disegno che si alternano nel corso dei gruppi di episodi: lo stile dei primi episodi è quello più vicino all’aspetto dei personaggi in Lupin VIII, allontanandosi lentamente per arrivare a uno stile molto più stilizzato e dinamico.

Scena di un episodio di Lupin III Part 3 (TMS, 1984)

Le informazioni sull’episodio pilota erano solo delle voci e delle immagini di bassa qualità fino al 2012 con la pubblicazione del Lupin III Master File, creato per celebrare i 40 anni dal debutto di Lupin in forma animata nel 1972. Questa pubblicazione in DVD e BluRay presenta un cortometraggio animato inedito (Lupin III: Family All Stars), interviste ai doppiatori dei cinque personaggi e altre figure importanti per il franchise, il cortometraggio sperimentale Lupin 3DCG e infine il pilota di Lupin VIII con i sottotitoli. Casualmente, i diritti di utilizzo delle opere di Maurice Leblanc sono entrati nel dominio pubblico esattamente nel 2012.

Foglio di acetato di una delle sequenze incomplete

Fino a oggi, l’episodio pilota completo è nuovamente difficile da trovare nella sua interezza, però si possono vedere raccolte di scene e un video promozionale dell’epoca. Tuttavia, il gruppo di fan italiani TIME MACHINE CHANNEL è riuscito a creare un buon doppiaggio amatoriale del pilota: questa produzione era disponibile su YouTube e successivamente è stata trasferita su un altro sito di archiviazione, accessibile attraverso il link nella descrizione del video musicale dedicato. Nel corso degli anni sono state trovate nuovi fogli di acetato (animation cel) di sequenze incomplete, forse in futuro potremo ricostruire ulteriormente la storia di questa serie che quasi fu.

Grazie mille al sito gestito dai fan Lupin Central per essere una delle fonti principali che ha ispirato la creazione di questo articolo.

viernes, 27 de mayo de 2022

Apre l'Archivio Multimediale dell'Immaginario a Cagliari

Ottima notizia per gli appassionati di fumetti e animazione: il 12 maggio a Cagliari è stato presentato alla stampa l’Archivio Multimediale dell’Immaginario. Prodotto dell’attività fervente del Centro Internazionale del Fumetto (CIF), l'archivio AMI raccoglie un’incredibile quantità di materiale multimediale, la cui maggior parte è relativa al mondo del fumetto: riviste, collane, albi, graphic novel e saggi sulla storia e le caratteristiche del medium visivo. 

Una sala dell'archvio AMI
(fonte: falzarego35.eu)

Si possono trovare collezioni complete del Corriere dei Piccoli del 1940 e dal 1960 al 1972, le prime edizioni dei numeri di Supereroi dell’Editoriale Corno, le ristampe anastatiche, ovvero riproduzioni fedeli delle copie originali, della rivista Linus dal 1965 al 1980 e le raccolte complete delle riviste antologiche Totem, Comic Art, Pilot ed Eureka. Inoltre è presente anche una sezioni di fumetti internazionali da tutte le parti del mondo, come Cina, Russia, Brasile, Argentina e molte altre. Per quanto riguarda l’animazione, sono disponibili saggi e film in DVD, insieme a documentazione sulla televisione, materiale multimediale e saggistica. Non manca il patrimonio di materiale secondario come figurine, carte da gioco, tarocchi, riviste illustrate e satiriche dalla metà dell’Ottocento fino agli anni ‘60 del Novecento come Illustrazione Italiana, Illustrazione Popolare, Lo spirito Folletto, Il Giornalino della Domenica e anche fotoromanzi come Avventuroso Film. 

Questo archivio si trova all’interno del Centro Internazionale del Fumetto, nel Polo Bibliotecario Falzarego 35 con altre cinque realtà socio-culturali: il Centro di Documentazione e Studi delle Donne, la Mediateca LGBT e Queer, il Centro di documentazione per lo spettacolo Marco Parodi, la Biblioteca Arti e Mestieri dello Spettacolo e il Centro di documentazione multimediale delle zone umide. Il Polo Bibliotecario ha sede nell’edificio in Via Falzarego 35 a Cagliari, che per cinquant’anni (dai primi anni ‘50 ai primi anni 2000) ha ospitato una delle scuole elementari più importanti della città, la scuola Edmondo De Amicis. Dal 2018 ospita il Centro Internazionale del Fumetto, aggiungendo altre attività culturali nel corso degli anni.

Nella presentazione dell’archivio AMI, presenziata dall’assessora alla Cultura del Comune di Cagliari Maria Dolores Picciau e Pasquale Mascia, coordinatore dell'Ufficio Archivio storico e Biblioteche e del Sistema Bibliotecario Comunale, l’autore e regista Bepi Vigna ha spiegato: 

“Il nostro Centro Internazionale del Fumetto raccoglie materiali e tracce della produzione narrativa popolare che ha alimentato il nostro immaginario. In pratica, proponiamo un nuovo modo di  approcciare la storia che riguarda tutti. Perché noi siamo quello che abbiamo sognato, siamo i libri che abbiamo letto, i film che abbiamo visto,  la musica che abbiamo ascoltato. Siamo i giochi che abbiamo fatto da bambini... noi siamo i nostri ricordi. Attraverso  i fumetti e i libri, nelle pagine delle riviste illustrate, nei film e nelle serie TV, nelle canzoni che abbiamo amato,  possiamo ritrovare ciò che ci aiuta a capire meglio noi stessi e valutare i cambiamenti del mondo che abbiamo attraversato e comprenderne l'impianto di valori".

Presentazione dell'archivio AMI con Pasquale Mascia, Maria Dolores Picciau e Bepi Vigna
(fonte: falzarego35.eu)

Bepi Vigna, direttore del Centro Internazionale del Fumetto, è nato a Baunei (Ogliastra, Sardegna) nel 1957. Ha lavorato per alcuni anni come avvocato fino alla fondazione a Cagliari del gruppo Bande Dessinée insieme a Antonio Serra e Michele Medda. I tre hanno scritto sceneggiature di fumetti per le serie di Sergio Bonelli Editore, e nel 1989 hanno proposto all’editore Nathan Never, la prima serie fantascientifica di SBE, che ha esordito nel 1991 ed è attualmente molto popolare in Italia e molti altri paesi. Nel 1995 uno dei personaggi secondari della serie diventa protagonista del suo spin-off, Legs Weaver, pubblicato dal 1995 al 2005. Nel 1990 ha pubblicato con il giornale L’Unione Sarda il libro Luoghi ed esseri fantastici della Sardegna scritto con Giampiera Caprolu sulle creature leggendarie della Sardegna. Nel 1993 Vigna ha fondato a Cagliari la prima scuola di fumetto della regione, che ora è parte del CIF. Egli è anche autore di saggi su fumetti, cinema e tradizioni popolari, racconti e romanzi. Nel 2006 ha iniziato a dirigere la rivista sarda di fumetto e illustrazione Backgroiùund e la rivista di cinema Teorema. Ha diretto alcuni cortometraggi e documentari, come per esempio Imago Sardiniae, documentario in tre parti sulla storia del fumetto sardo del Novecento.

Parte dell’archivio è dedicata al fumetto sardo: recentemente è iniziata la catalogazione del materiale e per ogni autore si prepara una propria scatola. La curatrice del censimento dei documenti Elisabetta Randaccio dichiara: 

"Nelle scatole in cui sono catalogate le opere dei fumettisti sardi si trovano grandi sorprese: non solo pubblicazioni, articoli di giornale, ma anche lavori pittorici, sceneggiature originali di fumetti e graphic novel in una panoramica straordinaria della creatività sarda all’interno del fumetto. La catalogazione tramite scatole e schede facilita non poco la consultazione e lo studio dei materiali”

Il materiale dell’archivio proviene dalle relazioni con istituzioni nazionali e internazionali come l’Institut National des Beaux-Arts e il Forum International de la Bande Dessinée di Tétouan (Marocco) e il festival letterario Semana Negra di Gijón (Spagna) tra molte altre. Inoltre, grandi contributi provengono da donazioni di collezionisti privati, come l’ex professore, autore e musicista Fulvio Caporale, socio onorario del Centro: tra questo materiale c’è un giornale illustrato francese del 1789, e un libro di Smorfia Romana del 1810 con incisioni di fine Settecento. Questo archivio sarà un’incredibile risorsa per gli appassionati e gli studenti per le loro ricerche personali e saggi, una testimonianza della cultura popolare italiana.

Si può visitare l’Archivio Multimediale dell’Immaginario previo appuntamento scrivendo all’indirizzo e-mail centrointernazionalefumetto@gmail.com.

martes, 10 de mayo de 2022

Terme e viaggi nel tempo: Thermae Romae di Mari Yamazaki

Copertina di Thermae Romae
vol.4 con il busto di Lucio

A volte elementi che non sembrano avere niente in comune possono rivelarsi una combinazione sorprendente e memorabile: questo è il caso della storia divertente di Thermae Romae, manga scritto e disegnato da Mari Yamazaki. Il fumetto fu pubblicato dalla rivista Comic Beam nel 2008 e in seguito in sei volumi tankobon; i volumi sono stati pubblicati in italiano da Star Comics nel 2011, in inglese da Yen Press nel 2012 e in spagnolo da Norma Editorial nel 2013. La storia ha per protagonista l’ingegnere romano Lucio Modesto, che nell’antica Roma si occupa di progettare e costruire terme. In un momento di relax alle terme, Lucio viene trascinato sul fondo della vasca e misteriosamente trasportato in una stazione termale del Giappone moderno. L’ingegnere non capisce di aver viaggiato nel tempo, bensì crede di essere in una colonia dell’Impero, in una delle terme per la “gente dalla faccia piatta”, mentre gli autoctoni credono che lui sia un turista straniero. Un uomo gli offre gentilmente una bottiglia di latte alla frutta, e in una delle scene più memorabili della serie Lucio è sorpreso dal sapore delizioso della bibita.

Lucio emerge per la prima volta
in un bagno giapponese

Completamente stupito e incantato dalla tecnologia di questa strana colonia, una volta tornato altrettanto misteriosamente che all’andata, Lucio tenta di riprodurre le innovazioni che ha visto. I romani apprezzano molto presto il genio innovatore di Lucio, che continua a viaggiare accidentalmente nel tempo ogni volta che ha difficoltà con un lavoro importante. Lucio è contento di poter contribuire al miglioramento del benessere dei romani e dell’Impero, però essendo effettivamente modesto, come dice il suo cognome, si sente un po’ un impostore perché è stato ispirato dalla misteriosa colonia che continua a visitare. Modesto, ansioso, dedito al lavoro e altruista, Lucio è un protagonista per cui il lettore può provare simpatia e anche fare il tifo. La maggior parte dell’umorismo della serie sta nelle reazioni di Lucio al mondo moderno e i suoi tentativi di interagire con la gente senza capire una parola di giapponese. Inoltre, Lucio sviluppa un sentimento di grande ammirazione nei confronti del popolo giapponese, al punto di avere piccole crisi occasionali nel suo orgoglio romano. 

L'autrice Mari Yamazaki

Il filo rosso che unisce la cultura romana e giapponese è l’importanza e il valore del rilassarsi in una vasca di acqua calda, in compagnia o da soli. Il concetto di bagni pubblici in cui riposarsi dopo le fatiche quotidiane in modo tranquillo senza disturbare la pace dei vicini fa parte tanto della cultura termale romana quanto di quella giapponese. L’apprezzamento dei bagni giapponesi (chiamati onsen) da parte di Lucio e la sua abilità nel ricreare alcuni dei loro strumenti con la tecnologia romana del secondo secolo a.C. sono una lettera d’amore dell’autrice rivolta a entrambe le culture. Infatti, Mari Yamazaki ha studiato e vissuto in Italia per alcuni anni, e ha voluto unire le sue conoscenze del mondo greco/romano con la sua esperienza nelle terme giapponesi: il risultato è una serie divertente e molto informativa perché anche storicamente corretta. In ogni volume sono presentati articoli di approfondimento dell’autrice su un elemento particolare trattato nella storia, come per esempio gli strumenti usati nelle terme romane. Thermae Romae è la prima serie di una trilogia sul legame tra il mondo greco/romano e il Giappone moderno: le altre due sono Plinius (2013, con un approccio più accademico sullo studioso e naturalista Gaio Plinio e l’imperatore Nerone) e Olympia Kyklos (2018, con protagonista il pittore di anfore Demetrios che arriva nella Tokyo olimpica del 1964). 

Poster di Thermae Romae Novae
di Netflix

Thermae Romae ha due film live-action e due adattamenti animati: Thermae Romae I (2012) e II (2014) diretti da Hideki Takeuchi; sei episodi realizzati da Dream Link Entertainment in collaborazione con lo studio Gonzo nel 2012, che non sono stati distribuiti fuori dal Giappone; e la nuova serie del 2022 Thermae Romae Novae in collaborazione con Netflix, distribuita a livello mondiale. La serie animata attuale ha un budget più elevato ed è molto apprezzata dal pubblico, grazie alla sua buona animazione, ambientazioni molto belle e una fantastica colonna sonora. Inoltre, ogni episodio è accompagnato da un segmento in cui Mari Yamazaki visita delle terme e si impara qualcosa sull’attività termale. Tanto la serie a fumetti quanto la serie animata del 2022 sono ideali per un momento di leggerezza e apprendimento divertente. Magari si potrebbe leggere dopo un bagno caldo!

miércoles, 6 de abril de 2022

I cortometraggi di Hanna Barbera "made in Italy": l'era dell'animazione di Carosello

Questa è una riproposizione dell’articolo originale pubblicato in spagnolo e inglese il 25 gennaio 2021! 

Un po’ di tempo fa ho scoperto nella corrente dei contenuti di YouTube una serie di video molto graziosi, con protagonista il cane blu più famoso dell’animazione statunitense: Huckleberry Hound, conosciuto in Italia come Braccobaldo Bau! Ho pensato: “Cosa, un corto di Braccobaldo animato qui?” Effettivamente sì! Questi cortometraggi creati tra il 1967 e il 1969 da Organizzazione Pagot per la ditta Locatelli e presentati nel programma contenitore Carosello erano abbinati con il prodotto alimentare “Formaggini Mio”. 

Carosello fu creato nel 1957 come programma della neonata televisione pubblica italiana (RAI, Radio Televisione Italiana) che includeva un piccolo spettacolo e pubblicità. La prima trasmissione ha avuto luogo il 3 febbraio 1957 alle 20:50 con uno schema definito della durata dei comunicati. Ogni prodotto aveva a disposizione 2 minuti e 15 secondi, divisi in 1 minuto e 45 secondi di spettacolo e un massimo di 30 secondi di pubblicità. Inoltre, lo sponsor poteva utilizzare il suo nome in qualsiasi modo nel filmato per un massimo di sei volte. Questa sfida per per le aziende di produzione incoraggiò la fantasia degli autori, che riuscirono a creare situazioni differenti con gli stessi personaggi per ridurre i costi di produzione. Il pubblico sviluppò presto un certo affetto per questi personaggi, continuando a vedere Carosello tutte le sere. Nei primi anni Carosello andava in onda tutti i giorni alle 20:50 eccetto il 2 novembre (commemorazione di tutti i defunti) e il Venerdì Santo, con quattro cortometraggi della durata di 2 minuti e 15 secondi ciascuno, continuando a essere l’unico spazio pubblicitario della televisione italiana.

A partire dal 1958, tra i cortometraggi esordirono produzioni animate. Il primo corto fu “Telequiz” con “l’Omino coi Baffi”. Nel 1962 Braccobaldo Bau esordì nelle televisioni italiane con il “Braccobaldo Show”, con protagonisti lui, gli orsi Yoghi e Bubu, e Pixie, Dixie e il gatto Mr. Jinks. Negli stessi anni i cortometraggi animati di “Looney Tunes” e “Merrie Melodies" diventarono conosciuti anche in Italia, e per questo i loro personaggi, amati dai bambini e da tutto il pubblico, furono protagonisti di alcuni corti in Carosello. Braccobaldo Bau è apparso in circa sette corti, Yoghi in uno, I Flintstones (Gli Antenati) in tre, e infine il gatto Silvestro in diciannove cortometraggi.

L'Omino coi Baffi con la caffettiera Moka Express.
La sua bocca è animata con la forma delle lettere che pronuncia.

Il fatto è che finora il numero non è certo, perché parte dei contenuti trasmessi in Carosello è attualmente perso. Per qualche ragione, dopo la conclusione del programma contenitore nel 1977, parte dei cortometraggi è stato eliminato intenzionalmente, probabilmente perché allora c’era bisogno di più spazio negli archivi. Parte dei contenuti si può trovare anche in Rai Teche, l’ente che si dedica a preservare e valorizzare il materiale audiovisivo prodotto e trasmesso dalla Rai. Fortunatamente, una comunità di appassionati sta lavorando per recuperare e documentare quelli che sono attualmente “lost media”, cioè media perduti. Grazie al sito web di questa comunità, Il Mito di Carosello, ho potuto documentare al massimo della precisione possibile finora i cortometraggi del nostro cane azzurro e dei suoi amici. Qui condividerò un cortometraggio per ogni personaggio, la maggior parte degli altri si può trovare su YouTube accompagnando il nome del personaggio a “Carosello”. Ora vediamo i prodotti pubblicizzati per ogni personaggio.


Braccobaldo Bau fu abbinato con il prodotto “Formaggini Mio”, piccoli formaggi leggeri amati dai bambini (pure molto buoni secondo me!) e il tema ricorrente nelle sue avventure è viaggiare in altri paesi con sua moglie e suo figlio (personaggi creati in Italia, lui originariamente aveva una fidanzata però era un personaggio diverso).


Yoghi e Bubu erano abbinati ai prodotti San Carlo. Fino a oggi si è trovato solo un unico corto nel quale i due orsi riescono a evitare le trappole del Ranger Smith e rubare un furgone pieno di prodotti San Carlo. È legittimo pensare che gli altri possibili cortometraggi avessero lo stesso tema.


I Flintstones rappresentavano l'insetticida “Neocid florale”. L’unico corto disponibile in video finora dei tre documentati ha per protagonisti Fred e Barney che cercano di catturare vermi per la pesca, con alcuni inconvenienti. Probabilmente gli altri cortometraggio avevano lo stesso tratto di storie quotidiane di Fred, Barney, Wilma e Betty.


Lo stesso può essere detto per i Jetsons (I Pronipoti) che hanno avuto tre cortometraggi con piccole storie del futuro, presentando la linea di elettrodomestici Girmi.


La lunga lista di cortometraggi di “Silvestro gatto maldestro” mostra i diversi e altrettanto folli tentativi di riuscire a mangiare il piccolo canarino Titti. Ogni volta l’inseguimento si interrompe quando Titti si nasconde dietro a una confezione di salsa di pomodoro DeRica e Silvestro dice “Eh no, su DeRica non si può!”.

Personalmente credo che le produzioni animate create da Carosello siano un tesoro molto interessante che aspetta di essere scoperto dalla gente e vorrei parlare ancora di questa collaborazione e anche dei suoi personaggi originali, icone della cultura pop italiana degli anni 60-70.

martes, 18 de enero de 2022

ENA: il mondo meravigliosamente surreale di Joel Guerra

Gli ultimi anni sono stati interessanti per l’animazione indipendente su internet, specialmente nelle piattaforme di YouTube e Newgrounds, dove nuovi animatori amatoriali sperimentano creando opere originali o dedicate ai loro personaggi preferiti. Uno dei personaggi che ha conquistato maggiormente l’attenzione e il cuore di molti appassionati è ENA: una ragazza che sembra parte di un dipinto cubista e che vive in un mondo altrettanto surreale. ENA, creata da Joel Guerra, ha esordito nel cortometraggio Auction Day il 27 maggio del 2020. 

L’episodio, di quasi tre minuti, presenta la protagonista e la sua amica Moony che partecipano a un’asta, e accadono cose molto strane, tuttavia i personaggi reagiscono come se fosse tutto normale, perché questo mondo surreale è la loro vita quotidiana. Di fatto l’animazione ricorda i videogiochi degli anni ‘90, con costruzioni poligonali e disegni dai contorni pixelati. Inoltre, la serie utilizza spesso musica elettronica e effetti sonori simili a quelli delle opere videoludiche. In ogni episodio si esplorano diversi luoghi, utilizzando occasionalmente un punto di vista in prima persona (tramite ENA), che simula l’esperienza di gioco, insieme all’introduzione di oggetti chiave ottenuti dalla protagonista interagendo con altri personaggi. La serie presenta un totale di tre cortometraggi che costituiscono la prima stagione: Auction Day, Extinction Party e Temptation Stairway.

"Salutations!" - ENA

Il creatore peruviano Joel Guerra ha spiegato che ha inventato il mondo di ENA perché voleva creare “personaggi con forme strane in un mondo colorato dove niente ha senso”. Guerra ha condiviso per la prima volta una piccola animazione di ENA su Twitter il 24 febbraio 2020 accompagnata dalla traccia Browser History di Graham Kartna, che in seguito ha creato musica per l’episodio Extinction Party. Nel corso dei tre episodi ascoltiamo una meravigliosa colonna sonora, composta da Oliver Buckland, METAROOM, Graham Kartna e Tessienoko, che contribuisce molto all’atmosfera strana e misteriosa del mondo surreale di ENA.


Hourglass Meadow (Oliver Buckland) dall'episodio Temptation Stairway

Ragazza davanti allo specchio,
Pablo Picasso (1932).
ENA è una ragazza con il corpo diviso in due lati: il lato destro è blu, con lunghi capelli neri e gli arti hanno un aspetto geometrico, con l’occhio a forma di rombo; il lato sinistro è giallo, più morbido, con i capelli corti e un occhio rotondo. Il lato blu è il lato triste, ansioso e generalmente pessimista di ENA, mentre il lato giallo è quello felice, entusiasta e ottimista. I due lati di ENA parlano con voci diverse, una maschile quello giallo e una femminile quello blu, e si alternano a seconda dello stato emotivo del personaggio. Il design particolare di ENA è stato ispirato dal dipinto Ragazza davanti allo specchio di Pablo Picasso (1932).



Moony in Auction Day
La sua amica Moony segue lo stile surreale, con un corpo sferico che assomiglia effettivamente a una luna, nell’occhio sinistro ha un oggetto, che varia a seconda dell’episodio. Non è stato confermato, ma è molto probabile che il suo aspetto sia stato ispirato dalla luna del film muto Viaggio nella Luna del 1902, in cui una navicella spaziale si schianta sul suo occhio. Tra le altre ispirazioni confermate da Joel Guerra ci sono: i videogiochi The Town with no Name e Middens (ispirazione estetica per Auction Day e Extinction Party rispettivamente), Jackie Chan in Drunken Master (i movimenti "ubriachi" di ENA in Extinction Party), il lavoro di Osamu Sato in LSD Dream Emulator, e i dipinti dell’artista polacco Zdzislaw Beksinski. 

L’episodio Temptation Stairway è allo stesso tempo un finale e un inizio: dopo aver realizzato il suo desiderio davanti al grande Runas, la storia di ENA si conclude in modo felice, tuttavia ENA non è solo la protagonista, bensì una specie in questo mondo surreale, come si può vedere nell’ultimo episodio. Perciò è la fine delle avventure della ENA blu e gialla e l’inizio della storia di una seconda ENA, stavolta rossa e bianca!

Trailer di Dream BBQ (attenzione: il video contiene luci intermittenti)

Il 25 marzo 2021 è stato annunciato il continuo della serie su ENA con un teaser di Dream BBQ, che a settembre è stato rivelato come breve gioco interattivo invece di un cortometraggio animato. Al momento abbiamo un trailer, più approfondito del teaser precedente, e parte di una traccia della colonna sonora, composta ancora una volta da METAROOM. Dream BBQ sarà l’inizio della seconda stagione di ENA e si basa sul tema degli incubi. Il futuro dell'universo di ENA è molto promettente, con un incredibile potenziale grazie alla sua natura antologica. Spero di vedere molto altro da Joel Guerra e il suo gruppo!

lunes, 6 de diciembre de 2021

Popai: Braccio di Ferro parla in sardo!

Recentemente, cercando qualcosa da vedere in televisione di sera, ho trovato una trasmissione particolare: uno dei cortometraggi di Braccio di Ferro doppiato in sardo! Sembra incredibile però è vero, infatti è un progetto della casa editrice NOR di Ghilarza finanziato dal contributo della Regione Autonoma della Sardegna. Gli episodi sono trasmessi ogni mercoledì alle 21:30 e ogni venerdì alle 21:00 su Telesardegna, canale regionale sardo che si può trovare al numero 13 del digitale terrestre. 

Ogni episodio presenta il cortometraggio doppiato, accompagnato da una sezione di commento sulla storia del personaggio e il suo fumetto di origine. Per esempio, l’episodio di mercoledì 1 dicembre presenta il cortometraggio Goonland del 1938, e il commento di Antoni Ignàtziu Garau analizza il razzismo e la rappresentazione di popolazioni straniere negli anni '30 in America, fornendo il contesto necessario per vedere i cortometraggi di quest'epoca con occhio critico e la consapevolezza che sono prodotti della società del loro tempo.

Antoni Ignàtziu Garau nella parte documetaristica degli episodi

Braccio di Ferro (Popeye), creato da Elzie Crisler Segar, esordì nel 1929 nella striscia a fumetti Thimble Theatre, che in seguito è stata ribattezzata con il nome del protagonista. Il personaggio era presente in strisce giornaliere e pagine della domenica, diventando presto molto popolare: nel 1933 Fleischer Studios (di cui abbiamo già parlato in relazione alla tecnica rotoscope) produsse una serie di cortometraggi animati per il cinema chiamata Popeye the Sailor. Nel 1941 il distributore Paramount prese il controllo dello studio cambiando il nome in Famous Studios, continuando la produzione senza i fratelli Fleischer. I cortometraggi continuarono a essere prodotti fino al 1956, presentando un totale di 231 cortometraggi che in seguito sono stati trasmessi in televisione per decenni. 

La primissima apparizione di Braccio di Ferro nel Thimble Theatre (1929)
(fonte: popeye.com)

La serie racconta le avventure di Braccio di Ferro il marinaio, che affronta il cattivo (di solito il bullo Bluto) per aiutare la sua amata Olivia Oyl. Gli elementi più memorabili sono le divertenti scene di lotta che seguono la logica della fisica slapstick (ne abbiamo parlato in passato riguardo a Pink Rabbit), la colonna sonora di Braccio di Ferro e l’uso degli spinaci che danno al marinaio una poderosa forza fisica. La creatività della rappresentazione visiva delle gag e la simpatica personalità di Braccio di Ferro hanno assicurato il successo della serie. In seguito King Features Syndicate ha prodotto una serie animata per la televisione nel 1960, mentre Hanna Barbera (sempre per conto della King Features Syndicate) ha prodotto Le nuove avventure di Braccio di Ferro (The All-New Popeye Hour) dal 1978 al 1983 e Che papà Braccio di Ferro (Popeye and Son) nel 1987. 

Le riprese, direzione e post-produzione del programma sono di Gabriele Cossu e Nicola Porru, con sigla di apertura di Kevin Lai e Bruno Olivieri, musiche di Emanuele Garau e Piero Collu, e infine il responsabile di produzione è Francesco Cheratzu. Conosciamo già Bruno Olivieri e Francesco Cheratzu per la loro partecipazione al progetto dei cortometraggi animati in lingua sarda di Sardegna Film Commission, rispettivamente come storyboard artist e sceneggiatore del corto “28 abrile 1794: sa die de sa Sardinia”, di cui è già disponibile un trailer.

NOR, casa editrice digitale dal 2010 fondata da Francesco Cheratzu, pubblica in formato ebook e cartaceo romanzi, saggi e studi dedicati alla Sardegna in diverse lingue oltre all’italiano, come francese e spagnolo. La sua collana Le Grazie raccoglie le opere della scrittrice sarda premio Nobel Grazia Deledda nella loro lingua originale e in diverse traduzioni di alto livello.

La casa editrice ha collaborato con l’associazione Tramudadas del paese di Pabillonis per il doppiaggio dei 22 cortometraggi di Braccio di Ferro, qui si può consultare la lista di tutto il materiale utilizzato negli episodi. I doppiatori sono: Maurizio Foddi (Braccio di Ferro e il padre Trinchetto); Eleonora Chinghine e Veronica Obinu (Olivia); Piero Obinu (Bluto); Sebastian Foddi (Pisellino). 
 
Questa è un’iniziativa sorprendente e molto gradita, che promuove l’apprendimento della lingua sarda e l’apprezzamento di uno dei personaggi animati più conosciuti e la sua storia. Progetti di questo tipo meritano di essere appoggiati e incoraggiati, e spero di vederne altri in futuro.