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martes, 22 de julio de 2025

Disegnare Manga: il sogno della rivista Mangaka realizzato

Molto tempo fa raccontai la storia della rivista Mangaka, progetto editoriale di Coniglio Editore che ha avuto tante ambizioni quanto una breve esistenza: infatti questo esperimento durò solo due numeri. Dato che abbiamo già approfondito i dettagli, riassumiamo: Mangaka era una rivista specializzata dedicata alla creazione di manga, i fumetti giapponesi, da un lato con lezioni e tutorial, e fumetti brevi di diversi artisti dall'altro. Inoltre, prometteva la possibilità di pubblicare opere degli stessi lettori! Sfortunatamente, questa promessa non si poté mantenere, perché la rivista non arrivò mai oltre il secondo numero.

Copertina di Disegnare Manga n.1
 

Tuttavia nel 2023 è successo qualcosa di molto interessante: la casa editrice Sprea porta in edicola una rivista nuova e comunque familiare. Disegnare Manga per molti aspetti potrebbe essere considerato un successore simbolico di Mangaka. Di grande formato, DM ha lo stesso scopo di aiutare i neofiti a iniziare lo studio e la creazione di fumetti in stile giapponese, però allo stesso tempo si concentra su analisi approfondite e interviste ad artisti di tutto il mondo. DM ha iniziato con un'uscita bimestrale a novembre 2023, seguita dal numero dure a gennaio 2024, poi la rivista scompare misteriosamente per qualche mese, mancando l'uscita di cinque numeri. Personalmente iniziavo a credere che anche questa rivista, nonostante la sua qualità, non avesse soddisfatto le aspettative della casa editrice e fosse stata interrotta. Però a novembre 2024, colpo di scena: dopo una "pausa", Disegnare Manga è tornato in edicola con il terzo numero!

Dopo questa pausa per migliorare e rifinire alcune sezioni, la rivista presenta più lezioni di artisti internazionali, e continua con la parte documentaria dedicata alla storia del fumetto in Giappone. Tuttavia, per essere corretti, confronterò il primo numero di Mangaka solo con il primo numero di Disegnare Manga.

Diversi membri della squadra originale di Mangaka si trovano anche nella redazione di DM: questo è dovuto al fatto che Francesco Coniglio, capo di Coniglio Editore in passato, e consulente editoriale della casa editrice Sprea, aveva deciso di recuperare questo vecchio progetto personale e riprovarci. Sfortunatamente Francesco Coniglio è morto nel 2023, senza vedere il debutto del suo amato progetto ma almeno ha potuto assistere al primo anno editoriale dell'altra rivista incentrata sul mondo dell'animazione giapponese, Anime Cult.

Davide Castellazzi si occupa della gestione della redazione della rivista e scrive anche alcuni articoli di approfondimento. Attualmente scrive la sezione sulla storia del fumetto in Giappone. Questa rubrica non esiste nel primo numero ma risalta come caratteristica importante della rivista così com'è ora.
Entrambe le riviste hanno uno scheletro di sezioni e tutorial, ma DM lo espande, scambiando lo spazio dedicato ai fumetti con più interviste, lezioni e analisi. Qui possiamo vedere un confronto dei contenuti dei due primi numeri:

Mangaka

Disegnare Manga

Mangaka-san (D. Castellazzi-M. Dominici)

Mangaka-san (D. Castellazzi- S.&C. Corradori)

Lezione di anatomia (corpo)

Lezione di anatomia (testa)

Strumenti (screentone o retini)

Strumenti (matita)

Intervista (Massimo Dall'Oglio)

2 Interviste (M. Dall’Oglio e Misturu Miura)

Lezione di stile (chibi)

Lezione di stile (robot mecha)

Recensioni di lettura

Recensioni di lettura

Approfondimento artista (Tokidoki)

Approfondimento artista (Yoshihiro Tatsumi)

8 fumetti brevi originali

1 fumetto breve originale


Strumenti 2 (tavoletta grafica)


Analisi di un manga (con Midori Yamane)


Tutorial di quadricromia (CMYK)


2 di Struttura narrativa (“NAME” e yonkoma)

 

"Le avventure di Mangakasan" (2009)

La sezione di Mangaka-san è un caso interessante: un tutorial molto semplice presentato sotto forma di fumetto, Mangaka-san presenta l'artista omonimo che parla al lettore per dargli consigli artistici. Scritto da Davide Castellazzi, il fumetto mantiene la stessa sceneggiatura in entrambe le riviste, però cambiando lo stile di disegno. Questo è probabilmente per adattarsi ai gusti moderni e attirare un gruppo di artisti più vasto. In Mangaka il fumetto è stato disegnato da Marco Dominici con uno stile simile a quello di Akira Toriyama (Dragon Ball, Dr. Slump & Arale) con un tratto molto comico e un po' caricaturale. D'altra parte, in Disegnare Manga il fumetto è disegnato da Samantha e Consuelo Corradori con uno stile più proporzionato ma stilizzato, che si può prestare a molti altri generi per la sua versatilità. Inoltre, la versione di Mangaka era in bianco e nero con l'uso di retini, mentre quella di DM è colorata digitalmente con ombre e luci incluse. Questa seconda versione non solo presenta il personaggio omonimo come più giovane, e per questo è più facile identificarsi per gli artisti principianti, ma è anche ideale per includere negli sfondi molti riferimenti a manga e anime apprezzati dalle artiste.

 

"Le avventure di Mangakasan" (2024)

L'altro fumetto originale è Handed di Daniela Serri e Daniela Orrù, che insieme usano lo pseudonimo di Dany & Dany. Questa storia breve auto conclusiva dal tono dolce e tragico è accompagnata da una breve analisi dell'uso delle inquadrature e del racconto senza parole. Inoltre, vengono mostrate le pagine nella loro versione preliminare a matita, sottolineando come tutte le fasi della creazione di un fumetto sono importanti e si possono studiare.

Una delle rubriche più notevoli è "Analisi di un manga" di Midori Yamane, che evidenzia un elemento narrativo utilizzando un manga diverso ogni volta. Per esempio, il fumetto del primo numero è Domu di Katsuhiro Otomo, esplorando la tecnica narrativa del kishotenketsu: la divisione della narrazione in introduzione, sviluppo, climax e conclusione.

Disegnare Manga, con la sua struttura più orientata ai tutorial e le analisi, si mostra come uno strumento valido per gli artisti principianti e anche quelli che hanno già esperienza ma possono ancora imparare altro: disegno tradizionale con i pennarelli, disegno digitale, struttura narrativa e composizione, questa rivista si potrebbe considerare uno "starter pack" ideale. L'unico problema è che, nonostante si consideri una rivista bimestrale, sono passati quattro mesi dall'ultimo numero e non abbiamo ancora notizie sul prossimo. Forse in futuro la rivista cambierà ufficialmente la sua cadenza, uscendo ogni quattro o sei mesi? Adesso dobbiamo solo aspettare e apprezzare il potenziale mostrato dai primi quattro numeri, fino a quando non ci saranno altre notizie, si spera presto!

martes, 28 de septiembre de 2021

I primi copertinisti di Dylan Dog: Claudio Villa e Angelo Stano - 35 anni di Dylan Dog

Dylan Dog compie 35 anni! L’indagatore dell’incubo ha esordito nelle edicole il 26 settembre 1986 e da allora ha accompagnato i lettori ogni mese attraverso le decadi fino a oggi. Di recente abbiamo parlato dei copertinisti attuali di Dylan Dog, questa volta voglio celebrare l’anniversario della serie con i copertinisti del periodo “classico”: Claudio Villa e Angelo Stano.

Copertina di Dylan Dog n.1
di Claudio Villa
Claudio Villa ha debuttato nel mondo del fumetto dopo il diploma al liceo artistico, disegnando per le edizioni L.U.G. la miniserie medievale Enguerrand e Nadine e il fumetto fantascientifico Gun Gallon. Nel 1982 ha iniziato a collaborare con Sergio Bonelli Editore (al tempo chiamata Daim Press) per i numeri 11-12 della serie Martin Mystère, per la quale ha disegnato in totale nove storie. Dopo aver lavorato a quattro storie la casa editrice ha commissionato una prova per disegnare tavole di Tex, che ha passato con successo, lavorando in seguito su una sceneggiatura scritta dal fondatore Gian Luigi Bonelli.

Copertina de "Le vie dei colori"
di Claudio Villa

Nel 1986 è stato contattato da Tiziano Sclavi per la realizzazione grafica di un nuovo personaggio, Dylan Dog. Sclavi ha fornito a Villa tutto il materiale che raccoglieva il “processo creativo” e immagini di riferimento per i volti che lo ispiravano. I suoi primi tentativi non erano molto soddisfacenti: Dylan è un uomo inglese e i suoi studi avevano tratti <<spagnoleggianti con capelli folti, basettoni e un naso importante>>. Una volta capito che Dylan è inglese, si è deciso di utilizzare il viso di Rupert Everett come ispirazione, e con alcuni aggiustamenti siamo arrivati all’aspetto definitivo del personaggio. Claudio Villa si è occupato delle copertine per i primi 41 numeri. Nel 1996 ha scritto e disegnato in collaborazione con il cantautore Claudio Baglioni la storia Le vie dei colori con protagonista Dylan Dog, pubblicata a colori nella rivista Tutto Musica e Spettacolo. In un’intervista con Lo Spazio Bianco nel 2015 ha affermato che questa è stata la sua prima esperienza come copertinista ed è stata molto formativa: <<L’opportunità di dedicarmi alle copertine è stata una vera palestra>>.

Copertina di Dylan Dog n.42
di Angelo Stano
In seguito si è occupato della realizzazione grafica di Nick Raider, personaggio creato da Claudio Nizzi che ha esordito nel 1988. Ha ricevuto il testimone come copertinista di Tex dopo Galep nel 1994, disegnando anche parecchi numeri. Nel 2006 ha disegnato la storia Devil & Capitan America: Doppia Morte con la sceneggiatura di Tito Faraci, una produzione di Marvel Italia. Dal 2007 al 2011 ha disegnato le copertine per la Collezione storica a colori di Tex, una raccolta delle storie di Tex a colori in collaborazione con il gruppo editoriale L’Espresso. Claudio Villa si occupa anche delle copertine delle edizioni estere dei fumetti Bonelli. 

La carta del Giudizio
disegnata da Angelo Stano
Angelo Stano ha conseguito la maturità al liceo artistico nel 1971 e ha esordito nel mondo del fumetto nel 1973 disegnando un adattamento di Dalla Terra alla Luna di Jules Verne secondo la sceneggiatura di Roberto Catalano, pubblicata da Editrice Sole. Ha lavorato per numerose case editrici, tra le quali Ediperiodici, Edifumetto, Corrier Boy e Universo. È stato insegnante alla Scuola di Fumetto di Milano dal 1981 al 1999. Nel 1985 è entrato nel gruppo di autori che ha creato Dylan Dog, disegnando il primo numero della serie, L’alba dei morti viventi. Successivamente ha lavorato a molte storie della serie, e nel 1990 ha preso il testimone da Claudio Villa come copertinista della serie a partire dal numero 42. La sua ultima copertina è stata il numero 361, Mater Dolorosa, seguita dalla copertina bianca di Dopo un lungo silenzio, lasciando il testimone a Gigi Cavenago nel numero 363. Continua a disegnare occasionalmente storie nella serie principale: la sua storia più recente è il numero 417, L’ora del giudizio, scritta da Barbara Baraldi e pubblicata a maggio 2021. Durante la sua carriera Stano ha disegnato anche copertine per le testate Speciale Dylan Dog (1990-2014), Maxi Dylan Dog (1998-2014), Dylan Dog Gigante e Almanacco della Paura

Copertina di Dylan Dog n.315
di Angelo Stano

Nel 2012, Angelo Stano si è occupato di sceneggiatura, disegni e copertina del numero 315, La legione degli scheletri, un caso eccezionale nella serie perché solitamente i numeri sono un lavoro di due autori più il copertinista. Inoltre, nel 1991 ha illustrato i Tarocchi di Dylan Dog, carte create in collaborazione con l’editore Lo Scarabeo che rappresentano gli arcani maggiori con i personaggi della serie. 

In occasione del numero 400, Claudio Villa e Angelo Stano sono tornati per creare delle copertine speciali insieme a Gigi Cavenago e Corrado Roi, che non è stato copertinista per la serie regolare ma è uno degli artisti più memorabili della serie a fumetti. 


Copertine del n.400 di Dylan Dog a opera di Gigi Cavenago, Claudio Villa, Angelo Stano e Corrado Roi

Anche questa volta mostrerò le mie copertine preferite per celebrare gli artisti del periodo classico di Dylan Dog.


Copertina di Dylan Dog n.25, “Morgana”, ottobre 1988, Claudio Villa. Una delle copertine più memorabili, sia per la composizione che per l’introduzione del personaggio di Morgana. 



Copertina di Dylan Dog n.44, “Riflessi di morte”, maggio 1990, Angelo Stano. Mi piace particolarmente l’ombra e l’inclusione del titolo nella composizione, con la spada che ne copre una lettera.

Copertina di Dylan Dog n.40, “Golconda!”, febbraio 1990, Claudio Villa. La copertina è un omaggio al quadro Golconde di René Magritte in chiave horror.
Copertina di Dylan Dog n.63, “Maelstorm!”, dicembre 1991. Una stanza di passaggio surreale, dove non si sa dove sia il sopra e il sotto, e diverse creature soprannaturali si incontrano.

Copertina di Dylan Dog n.16, “Il castello della paura”, gennaio 1988. La dama velata e il suo abito meravigliosamente dettagliato sono protagonisti incontrastati della composizione.


Copertina di Dylan Dog n.120, “Abyss”, settembre 1996. Gli oggetti e la fauna marina sono raffigurati con gran cura, personalmente mi piace molto la prospettiva con cui è rappresentato il rasoio.

miércoles, 8 de septiembre de 2021

Cambia il copertinista di Dylan Dog: esce Gigi Cavenago, entrano Raul e Gianluca Cestaro

Il mese di settembre inizia con un’importante novità nella testata principale di Dylan Dog: il copertinista che ha accompagnato i lettori negli ultimi anni, Gigi Cavenago, passa il testimone ai fratelli Raul e Gianluca Cestaro a partire dal numero 421. Il curatore della testata, Roberto Recchioni, ha spiegato nei commenti dell’annuncio dell’uscita in edicola del numero 420 che Cavenago attualmente altre priorità e per questo ha dovuto lasciare il ruolo di copertinista.

Copertina di Dylan Dog n.420 di Gigi Cavenago

Gigi Cavenago ha debuttato nel mondo del fumetto nel 2005 nella rivista Strike pubblicata da Star Comics con una storia breve intitolata “Predatore naturale”. In seguito ha lavorato nella nuova serie di Jonathan Steele disegnando alcuni numeri. Alterna l’attività di fumettista con il lavoro di illustratore per case editrici e pubblicità. Ha esordito alla Sergio Bonelli Editore come parte del gruppo della miniserie Cassidy (2010), poi è stato scelto per la serie Orfani nel 2013. Nel 2014 ha iniziato a disegnare le copertine della testata secondaria Maxi Dylan Dog Old Boy e ha esordito come copertinista della testata regolare a novembre 2014 con il numero 363, Cose perdute, scritto da Paola Barbato con i disegni di Giovanni Freghieri, prendendo il testimone del copertinista Angelo Stano.

Copertina di Mater Dolorosa di Gigi Cavenago

Inoltre, prima del suo debutto ufficiale come copertinista, Gigi Cavenago ha disegnato a colori il numero 361, Mater Dolorosa, scritto dal curatore Roberto Recchioni per festeggiare i 30 anni di Dylan Dog. Questo numero è disponibile nella sua edizione da edicola, con la copertina di Angelo Stano, e anche in edizione a copertina rigida e formato più grande per le librerie, che si può leggere in italiano, inglese e portoghese brasiliano. Nel febbraio del 2019, i gemelli Cestaro hanno iniziato a occuparsi delle copertine di Maxi Dylan Dog Old Boy, con dei risultati molto belli.

Copertina di Dylan Dog n.421
di Raul e Gianluca Cestaro


Raul e Gianluca Cestaro hanno esordito nel mondo del fumetto nella seconda metà degli anni 90 con la storia breve “Il Fulmicotone” in una fanzine per la fiera di Lucca, nel 1996 hanno iniziato il loro percorso professionale con “Kid, una strana storia”, fumetto scritto da Giancarlo Alessandrini e pubblicato per il centenario del fumetto all’evento Lucca Comics. Nello stesso anno hanno lavorato alla Sergio Bonelli Editore disegnando Robinson Hart, creato da Luigi Mignacco. Nel 2002 hanno iniziato a lavorare sulla testata principale dell’editore, Tex, diventando artisti ricorrenti. La loro prima storia con Dylan è stata nel Color Fest n.10 nel 2013, seguita da due numeri nella testata regolare: n.331 La morte non basta (autore Giovanni de Gregorio, aprile 2014) e n.346 “...e cenere tornerà” (autrice Paola Barbato, luglio 2015).

Anche se mi mancheranno le copertine di Cavenago, sono molto contenta che i fratelli Cestaro siano i suoi successori! Per celebrare gli artisti mostrerò le mie copertine preferite create da loro in questi anni di carriera con Dylan Dog.


Copertina di Dylan Dog n.363 “Cose perdute”, novembre 2014. Illustrazione di debutto di Gigi Cavenago nella testata principale. Groucho è un elemento notevole nell’opera, perché non appare spesso in copertina.


Copertina di Maxi Dylan Dog Old Boy n.35, febbraio 2019. Illustrazione di debutto dei fratelli Cestaro come copertinisti in Dylan Dog, presenta alcuni dei più noti avversari del protagonista. 


Copertina di Dylan Dog n.403 “La lama, la luna e l’orco”, marzo 2020, di Gigi Cavenago. Curiosità: nella copia cartacea del numero il titolo e il coltello riflettono la luce!


Copertina di Dylan Dog Old Boy n.3, ottobre 2020. Illustrata dai fratelli Cestaro, include i comprimari di Dylan Dog in atmosfera Halloween.


Copertina di Dylan Dog n.419 “Albachiara”, luglio 2021, di Gigi Cavenago. Con un gioco di tonalità calde e fredde, la protagonista dell’illustrazione è la ragazza anche se non si trova in primo piano nella composizione.


Copertina di Dylan Dog Old Boy n.6, aprile 2021. I fratelli Cestaro omaggiano il quadro Nighthawks di Edward Hopper con un’interessante prospettiva distorta.

In un’altra occasione si potrebbe parlare dei primi due copertinisti di Dylan Dog, Angelo Stano e Claudio Villa, con le mie copertine preferite del periodo “classico” della serie, alla prossima!

martes, 27 de julio de 2021

Un sogno finito troppo presto: la rivista Mangaka

Copertina del n.1 di Mangaka

Japan Magazine non è stata l’unica rivista dedicata al mondo manga che mi ha affascinato in passato. Nell’estate del 2009, dopo una giornata al mare, in un’edicola trovai una rivista intitolata Mangaka, con una copertina molto colorata e una didascalia che diceva “l’unica rivista che pubblica i tuoi manga”. Fui instantaneamente incantata e lo comprai. All’interno aveva alcune storie brevi di autori di manga europei, con articoli sulle tecniche e interviste a autori di manga. Speravo di trovare il numero successivo, però non l’ho mai trovato: convinta di aver scoperto qualcosa che potesse riempire il vuoto lasciato da Japan Magazine, ho continuato a sperare di avere fortuna e prendere un numero in futuro. Sono passati anni, e durante una ricerca online ho trovato finalmente una risposta ai miei dubbi: la rivista, pubblicata da Coniglio Editore nel 2009 con cadenza bimestrale, concluse il suo percorso editoriale dopo i primi due numeri. La stessa casa editrice oggi non esiste, sfortunatamente ha chiuso i battenti nel 2011.

Annuncio per la pubblicazione
sulla rivista

Presentata come un supplemento a Scuola di Fumetto, Mangaka offriva un’opportunità incredibile: i lettori potevano inviare le loro storie brevi alla redazione, e se fossero state pubblicate, l’artista sarebbe stato pagato 35 euro per ogni pagina! Per me, una ragazzina di 13 anni, 35 euro a pagina sembrava un tesoro. Avere la fortuna di vedere i miei disegni pubblicati in una rivista, ed essere anche pagata? Un sogno! Ecco qui l’annuncio con le istruzioni per inviare via posta una storia da una a quattro pagine. Ricordate, era l’anno 2009 e inviare via posta fotocopie o scansioni digitali su CD era ancora più comune e accessibile che usare la posta elettronica.



Copertina del n.2 di Mangaka

Sfortunatamente non possiedo il secondo numero, sarei molto curiosa di vedere le opere di artisti non professionisti. Gli artisti che hanno collaborato al primo numero sono:


Articolo sui retini
Gli articoli trattano tecniche, fondamenti e strumenti per il disegno, con una scrittura facile per i principianti però molto informativa e interessante. Per esempio, un breve articolo spiega cosa sono i retini o screentone, che funzione hanno (con molte immagini) e dove si possono trovare in Italia.

In conclusione, la rivista Mangaka aveva il potenziale per essere un punto di riferimento e un trampolino di lancio per artisti principianti interessati alla creazione dei manga, ed è un peccato che il percorso editoriale sia stato così breve. Comunque, sono molto contenta di aver comprato il primo numero in quel giorno estivo, ricordando la rivista con affetto ancora oggi.

lunes, 19 de julio de 2021

Prima dei forum e dei siti online in Italia: Japan Magazine

Durante il boom di popolarità delle serie anime in Italia durante gli anni ‘80 e ‘90 il fan medio era molto interessato a scoprire di più sulle sue serie preferite, più cosciente delle differenze tra il doppiaggio censurato e la versione originale, e voleva anche incontrare altri appassionati. Tuttavia, a quei tempi i forum e i siti online come li conosciamo oggi ancora non esistevano. Allora che cosa avevano i fan di ieri?

Copertina di Japan Magazine del 1991
(fonte: Guida al Fumetto Italiano)

Nel 1991 nelle edicole debuttò Japan Magazine, una rivista dedicata alle serie anime del momento. Un giornale versatile, che nel corso di più di un decennio cambiò molte volte copertina, titolo e specialmente formato. L’incostanza del formato di Japan Magazine è probabilmente dovuta al cambio di editori e al fatto che tecnicamente era una pubblicazione con contenuti piratati, perché non aveva l’autorizzazione dei proprietari delle serie, però quest’ultima parte è una congettura che non è mai stata confermata ufficialmente. Corrette o no, queste voci sulla “rivista pirata” amplificavano la sua celebrità: Japan Magazine era il punto di riferimento per l’appena nata cultura otaku italiana. 

I suoi contenuti includevano articoli sulle serie in onda e anticipazioni di ciò che si sarebbe visto prossimamente, interviste ai doppiatori e fumettisti, poster e spazi dedicati ai contenuti dei lettori. Infatti, i lettori potevano inviare i propri disegni e fanfiction alla redazione della rivista! Inoltre, la redazione rispondeva alle domande dei lettori in La posta del Drago e si potevano proporre annunci di vendita, acquisto o scambio nella rubrica Fiera del Bambù, dove talvolta gli annunci erano semplicemente qualcosa come “Cerco amici per parlare di manga e anime, puoi scrivermi a questo indirizzo di posta”. Nell’ultimo periodo della sua storia editoriale la Posta del Drago è stata affiancata dalla Posta di Matilda: nella prima si parlava di domande e tematiche quotidiane generali, la seconda era dedicata alle domande sul mondo anime e la cultura giapponese.

Copertina di JM del 1993,
con inspiegabilmente Dylan Dog
(fonte: Guida al Fumetto Italiano)

Sembra tutto legittimo, giusto? Quindi dove sono i contenuti piratati? Nei primi anni di Japan Magazine, la rivista di solito conteneva capitoli di anime comics, cioè una versione a fumetti di un episodio creata utilizzando fotogrammi della serie animata. Normalmente gli anime comics possono essere dei lavori di qualità, quando sono fatti da una squadra che capisce il linguaggio visivo del fumetto. Il fatto è che gli anime comics di JM solitamente prendevano adattamenti già esistenti e li modificavano, a volte tagliando scene e semplificando i dialoghi. Possiamo vederne un esempio grazie all’articolo di MikiMoz, che ci presenta un anime comic di Sailor Moon e le differenze con la versione tradotta correttamente da Marvel/Panini anni prima. Anche il suo articolo riguardo la rivista è molto interessante! Durante la terza fase editoriale di JM gli anime comics si ridussero e quando apparivano si trattava di pagine assemblate dalla redazione con fotogrammi di qualità più bassa, personalmente mi ricordano le registrazioni in VHS.

Pagina dell'anime comic di Beyblade
(2005, collezione personale)

Inoltre, nei primi anni alcuni numeri avevano in allegato delle VHS di film o OAV (Original Anime Video), e questi erano senza dubbio piratati, fino al punto del conflitto aperto tra l’editore EDEN e i distributori autorizzati, come Yamato.

Questa rivista particolare, che a volte si può considerare simile a un fanzine, ha avuto tre serie nel corso della sua storia editoriale:

  • Serie I (1991-1992) 10 numeri
  • Serie II (1992-1995) 28 numeri
  • Serie III (1998-2005) 66 numeri

Per questo, anche se non è facile identificare la data di uscita di ogni numero, è possibile stimare l’anno di pubblicazione.

Copertina di JM di fine anni '90
(fonte: Guida al Fumetto Italiano)

Durante la mia infanzia negli anni 2000 compravo Japan Magazine quando avevo la fortuna di trovarlo in edicola. Mi ricordo di aver visto formati diversi, una volta era un quadernino, un’altra volta era grande come la carta da stampante! Anche il numero delle pagine cambiava e talvolta il titolo, mi chiedevo spesso come mai fosse così. Ho alcuni numeri intitolati JM Japan Magazine, e alcuni intitolati JM Cartoons, dalle dimensioni di un libriccino. Grazie al sito di archivio guidafumettoitaliano.com ho potuto finalmente capire il percorso strano della rivista e le sue edizioni speciali, come JM Cartoons. Uno degli articoli che mi colpì particolarmente trattava di strumenti da disegno e menzionava i pennarelli Pantone con molte immagini.

Copertina di JM del 2005
(collezione personale)



Alla fine era questa la forza di JM: in un epoca in cui la rete non esisteva o non era così accessibile come oggi, immagini e informazioni (anche se talvolta parzialmente incorrette) erano un tesoro prezioso! Dopo l’epoca d’oro tra il 1995 e i primi anni del 2000, nell’ultimo periodo della sua storia editoriale la rivista abbassò gradualmente la qualità, e concluse il suo percorso nel 2005. Quando ho deciso di scrivere questo articolo ho cercato i miei numeri della rivista e ne ho trovati due che sono molto probabilmente del 2005. Spero di trovare il numero con i pennarelli Pantone, così potrei condividere qui l’articolo!

JM è stata una rivista particolare e un po’ bizzarra, non era perfetta però era un prodotto della passione degli appassionati di manga e anime. Grazie Japan Magazine per i ricordi felici di due generazioni di fan! <3