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lunes, 29 de diciembre de 2025

La magia storica di Chiantishire [fumetto indipendente]

Esplorando altri fumetti originali italiani, ho trovato una storia molto interessante di genere storico e fantasy, ambientata nell'epoca etrusca. Chiantishire, scritto e disegnato da Marika Michelazzi, del collettivo Storie Brute, presenta sei capitoli colorati in scala di grigio con inclusioni particolari di uno o due colori a seconda della scena specifica: il rosso è il colore più utilizzato. Il sito del collettivo presenta la storia in questo modo:

Il viaggio di una nobildonna etrusca che, entrando a far parte del tiaso di Dioniso, diventa immortale attraversando epoche e popoli dimenticati.

Valtha e suo marito


La donna in questione è Valtha che, dopo un evento di forte impatto, decide di seguire la sua amica Kona e unirsi al tiaso del dio Dioniso, diventa una menade. Lei ha visto la nascita e la caduta del popolo etrusco, i molti cambiamenti della società, un totale di 27 secoli di umanità. Dopo un periodo di silenzio di Dioniso nel quale le menadi hanno vissuto indipendentemente nel mondo umano, Valtha riceve un invito dal fratello di Dioniso, il satiro Siro, per ricostruire il tiaso e scoprire la posizione del dio scomparso. All'inizio non è affatto interessata, però se qualcosa succedesse a Dioniso, tutte le menadi sparirebbero con lui! Valtha decide di riunirsi con i suoi cari compagni per salvare loro e non tanto per Dioniso. La narrazione salta tra presente e passato, dando al lettore il contesto delle origini di Valtha e il suo rapporto di profonda amicizia con i suoi compagni. Allo stesso tempo, può essere interpretato come Valtha che si ricorda di momenti importanti mentre scappano dalle arpie.

Dato che la storia finora è relativamente breve (ma non ancora conclusa), non spiegherò i dettagli della trama, che merita di essere letta con sorpresa. Tuttavia, potrei parlare dell'uso dei diversi pantheon di divinità in Chiantishire. In questo mondo, si sottindende che tutte le divinità di religioni diverse esistono contemporaneamente e hanno una sorta di giurisdizione sui territori dei loro fedeli. Dioniso, sua moglie Ariadne di Cnosso e le sue menadi si allontanarono dagli dei dell'Olimpo e si stabilirono in Etruria, ospiti di Selvans, il signore della foresta. Appare anche una delle divinità della religione di Valtha, così come il dio egizio Seth.

Dioniso e Ariadne


Il rapporto tra gli dei presenta una rete di comunicazione e comportamenti in qualche modo umani: essi sono potenti, sì, però hanno pregi e difetti, insieme a conflitti familiari. Dioniso è scappato dall'Olimpo e ha trovato rifugio nelle terre etrusche, ma la sua famiglia greca continua a cercarlo, e le conseguenze di questa caccia si vedono in tempi moderni. Valtha e i suoi compagni sono inseguiti da creature e messaggeri dell'Olimpo, perché anche loro non sanno dove si trova Dioniso e mettere le sue menadi in pericolo manderà un messaggio. La missione attuale di Valtha consisterà nel riformare il tiaso, riunirsi con Ariadne e trovare Dioniso prima che lo faccia qualcun altro, per la sua salvezza e specialmente quella delle menadi.

Nel sito web di Storie Brute, l'autrice ha scritto alcuni articoli di approfondimento sul contesto storico dei personaggi di Chiantishire, ecco cosa dice sulle divinità:

In Chiantishire le divinità hanno attributi molto particolari: hanno forme diverse, sgargianti, la loro fisicità risente dell’impatto che hanno sulla popolazione mortale… ma possono essere uccisi, distrutti, morire o non-vivere. Niente è eterno, devono adeguarsi alle esigenze del tempo e dello spazio, come si vedrà man mano che la storia procede.

D'altra parte, le conseguenze di un mortale diventato immortale vengono esplorate con la situazione di Valtha: quello che inizialmente rappresentava un sollievo dopo tutte le sofferenze del suo passato, è poi diventato una prigione, in cui il tempo passa in modo diverso e all'improvviso suo figlio è già un adulto. Inoltre, lei non può interagire con lui e può solo osservare da lontano. Questa è una delle ragioni del suo risentimento verso Dioniso. Adesso Valtha vuole solo proteggere la sua famiglia di menadi, nonostante la sua opinione amara della divinità.

Marika Michelazzi ha studiato la storia antica, rappresentando nel modo più preciso possibile le tradizioni, i luoghi e le differenze culturali dei personaggi. Gli articoli di approfondimento sono una lettura complementare ideale per apprezzare di più i dettagli e anche leggere la storia un'altra volta. Chiantishire è un'incantevole opera storica di genere fantasy che non solo è molto appassionante, ma anche educativa e ispira i lettori a scoprire di più sulla storia antica, grazie all'evidente passione dell'autrice. Quest'opera è disponibile completamente gratis nella pagina web del collettivo, e la versione stampata si può comprare nella sezione negozio dello stesso sito.

Titolo: Chiantishire
Editore: autoprodotto dal collettivo Storie Brute
Autore (sceneggiatura, disegni e colori): Marika Michelazzi
Lettering: Marika Michelazzi
Piattaforma digitale: il sito del collettivo Storie Brute e la piattaforma Jundo, tutti e sei i capitoli
Versione cartacea: Tre volumi in formato A4, numero di pagine variabile a seconda del volume
Colori: scala di grigio su carta grigia, con dettagli in rosso e blu

lunes, 27 de octubre de 2025

La deliziosa continuazione di Squisito! [Jundo Original]

Copertina di Squisito! n.2

Tre anni fa feci una recensione positiva del primo volume del fumetto italiano "Squisito!", scritto e disegnato da Gianmarco Bonelli, pubblicato da Jundo Comics sulla sua piattaforma e in seguito su carta. Dato che nel frattempo è arrivato il secondo volume che mi è piaciuto molto al momento della sua pubblicazione, ho deciso di completare le mie considerazioni sulla storia così come è oggi. Attualmente, "Squisito!" ha dodici capitoli (cioè i due volumi insieme) e non ci sono aggiornamenti della storia dal 2023. Molto probabilmente la storia è in pausa mentre l'autore lavora su altri progetti.

Lucius nell'illustrazione
di copertina del capitolo 7
 

Riprendendo da dove eravamo rimasti, Pia & Leo cercano una bottiglia di vino Montemezzo del 1995 nella città regno di Mezzavia. Il vino è molto costoso, per questo accettano la missione di raccogliere le super delicate uova imprinting. Dopo molti tentativi, Leo finalmente ha ottenuto un nuovo amico (Gargantua, nato da una delle uova) e l'uovo necessario per completare l'incarico. Nel frattempo, Pia è dovuta andare in prigione come garanzia perché loro non hanno potuto pagare la tassa di soggiorno nel regno. Lì Pia incontra Lucius, un lupo wudelen (una specie di lupo antropomorfo) che diventa suo amico e maestro di combattimento. Anche Leo finisce in prigione dopo aver cucinato l'uovo per la regina. Quando le guardie cercando di prendere Leo e portarlo chissà dove, inizia una lotta tra loro e Pia & Lucius. Pia finisce per essere gravemente ferita, e Lucius chiede a Leo di andare a raccogliere il vigormuschio, una potente erba medicinale.

In questa parte abbiamo uno sviluppo parallelo di Pia e Leo: lei vede i suoi genitori durante il delirio febbrile della ferita, mentre Leo deve affrontare il pipistrello gigante nell'oscurità della grotta del muschio. Ne risulta che Pia ha paura di non poter raggiungere i suoi genitori, metaforicamente e letteralmente, e Leo si detesta perché ogni volta che si trova in pericolo sa solo scappare. Questi momenti ricorrenti di fragilità rendono i personaggi più umani, perché superare le insicurezze e crescere è un processo graduale con molteplici eventi importanti.

Leo riesce a dare il vigormuschio a Pia, che guarisce immediatamente. La regina arriva sul luogo della lotta e finalmente spiega perché ha chiamato Leo, ha una missione per lui: andare al regno vicino di Findivia, consegnare una porzione dello stesso piatto di uovo imprinting e una lettera al re. In una grande dimostrazione di contrattazione, Leo riesce a ottenere la libertà per Pia, Lucius e il frate che lo ha aiutato a trovare la vigormuschio.

Lucius, Leo, Gargantua, Pia e Sisto escono dalla prigione

A Findivia, Pia e Leo scoprono che il re non accetta visite, però i vincitori dell'annuale caccia al  pollo di Prometeo possono parlargli! Questo, unito al fatto che il fegato del polletto è uno degli ingredienti che cercano, porta i due a partecipare alla competizione. In squadra con la stravagante raccoglitrice amica delle api, Honey, entrano nel caos della caccia. Seguendo la strategia di Honey, riescono a recuperare il polletto, però solo dopo aver affrontato il pericoloso gruppo di Tristano il cannibale, che è qui per il ricettario e la mappa. Nelle loro lotte individuali, Pia e Leo completano il processo iniziato prima in prigione e con una nuova risolutezza sviluppano i loro personaggi. Pia affronta la sua nuova paura delle ferite da arma da taglio recuperando il suo spirito battagliero, e Leo utilizza la sua abitudine di scappare per essere invece molto vicino al nemico e poterlo danneggiare.

I tre vincono il polletto, Honey difende i due da Tristano fino alla fine della caccia, e finalmente Leo può cucinare per il re. La lettera della regina, destinata a tutti i suoi fratelli, è un'offerta di pace e riconciliazione tra loro, perché l'uovo ha portato con sé antichi ricordi di tempi più felici in famiglia che lei vorrebbe recuperare. Allo stesso tempo, Leo prepara finalmente l'antipasto e Pia dichiara con le lacrime agli occhi che è come un vero pranzo in famiglia.

Come ho menzionato nell'articolo sul primo volume, le influenze di One Piece sono evidenti, specialmente nel design delle guardie e dei partecipanti alla caccia al polletto. Questa non è un'osservazione negativa, bensì è una prova di come le opere che ammiriamo possano manifestarsi in progetti originali. Lo stile di disegno continua a essere molto adatto per i momenti divertenti e d'azione, si possono anche notare dei miglioramenti nel tratto più sicuro e nelle azioni più d'impatto! Detto questo, le ambientazioni sono un esempio grazioso di come creare località fittizie seppur evidentemente italiane. Findivia è personalmente la mia preferita con tutte le scale e i pendii, buona rappresentazione di un paesino di collina o di montagna.

Pia usa le tecniche imparate con Lucius

Personalmente vorrei continuare a leggere le avventure di Pia e Leo, però allo stesso tempo se il progetto terminasse qui, la scena del pranzo di famiglia sarebbe una meravigliosa immagine finale per ricordarli così, felici e pronti a nuove esperienze.

Titolo: Squisito! Fantastici Sapori Tradizionali Italiani
Editore: Jundo
Autore (sceneggiatura, disegni e colori): Gianmarco Bonelli
Editing: LVCE1807 Lettering: Gianmarco Bonelli
Supervisione: Matteo Vesprini
Piattaforma digitale: www.jundo.it e l'app di Jundo (i primi nove capitoli sono disponibili gratuitamente)
Versione stampata: Volume tankobōn 16,5x12, copertina flessibile con sovraccoperta, 232 pagine
Colori: B/N con le prime 5 pagine a colori nella versione stampata
Codice ISBN: 979-12-81537-088

lunes, 19 de diciembre de 2022

Un'avventura culinaria fantasy italiana: Squisito! [Jundo Original]

Copertina di Squisito! n.1

La casa editrice Jundo supera un altro traguardo con successo, portando in esclusiva al Lucca Comics and Games tenutosi lo scorso novembre le prime copie stampate delle sue opere originali, insieme a famose opere importate dal mercato coreano come Of Machines and Beasts e All of You. Dopo la conclusione dell’evento, i volumi sono diventati disponibili sul negozio online del sito e presso i principali rivenditori come Amazon, MangaYo!, starshop.it, POPstore e il circuito delle fumetterie e librerie. Tra questi volumi troviamo il numero 1 di un delizioso fumetto d’avventura che unisce la passione per la cucina con ambientazioni e creature fantastiche. 

Una delle pagine a colori
del primo capitolo
Squisito! Fantastici Sapori Tradizionali Italiani, opera di Gianmarco Bonelli sia nei disegni che nella sceneggiatura, raccoglie in sé varie ispirazioni e riferimenti: lo stile di disegno, con il suo tratto sottile e dettagliato e personaggi molto espressivi, specialmente in situazioni comiche, ricorda opere manga come One Piece; anche la dimensione del volumetto è abbastanza simile a quella dei classici tankōbon. Tuttavia, il verso il lettura è all’occidentale perché nonostante le sue influenze, l’autore lo considera un fumetto italiano e ha preferito mantenere questa direzione. Un esempio di opera edita da Jundo che invece utilizza il verso di lettura giapponese è Shaman di Shinichi Hotaka e Arisu, ideato a tutti gli effetti per essere letto come un manga.

Questo simpatico fumetto gastronomico è ambientato in un’Italia piena di creature particolari e ingredienti incredibili difficili da cogliere, che richiedono un tipo particolare di persone per procurarli. Tali esperti avventurieri e ricercatori di prelibatezze sono chiamati raccoglitori, la cui maggior parte è riunita nell’associazione U.R.C.A. In questo mondo che ruota attorno alla cucina, cuochi e raccoglitori sono figure importanti e alcuni di loro possono diventare delle leggende! Lo sa bene Pia, giovane raccoglitrice e ammiratrice del duo più famoso delle terre di Ausonia: Artemio e Nausicaa, una cuoca e un raccoglitore di prima classe misteriosamente scomparsi dieci anni fa. Affidata alle cure dell’oste Nerone, Pia si guadagna da vivere nel paesino di Piumanera raccogliendo ingredienti con la sua mannaia comicamente grande, continuando a cercare una traccia per ritrovare i due.

Pia affronta il badalischio

Durante una delle sue uscite per conto di Nerone si imbatte in un povero forestiero avvelenato dalla creatura più pericolosa della zona, il badalischio. Pia soccorre il ragazzo e recupera gli ingredienti per l’antidoto, affrontando di persona la creatura. Una volta guarito, il ragazzo si presenta come Leo Greco, giovane cuoco venuto a Piumanera proprio per cercare Artemio e Nausicaa. Leo e Pia diventano subito amici, parlando delle loro imprese preferite tra le migliaia di nuove specie scoperte e le straordinarie ricette inventate dai loro idoli. Per sdebitarsi, Leo si offre di cucinare la carne del badalischio, dimostrandosi un ottimo cuoco. D’altro canto, Pia è più che contenta di lasciargli i fornelli perché è tanto una buona raccoglitrice quanto un disastro in cucina!

Dopo una cena in allegria (con una scena adorabile in cui Pia spiega come i cantucci si inzuppano nel vinsanto), Nerone decide di presentare a Pia un ricettario. La ragazza non ne capisce il motivo finché non spicca, in quarta di copertina, la firma di Nausicaa, e Leo scopre molto in fretta che le ricette compongono un chiaro itinerario che copre la penisola. Pia esce dalla sala sconvolta, seguita da Leo. La ragazza ha cercato indizi per anni senza successo, e questa per lei è la conferma di non essere la persona adatta. Leo capisce come si sente e riesce a convincerla a percorrere insieme l’itinerario. Con la benedizione di Nerone, i due partono all’avventura.

L'adorabile gallonero Dante

In questo primo capitolo l’atmosfera fantastica è espressa molto bene, con una grande varietà di creature interessanti come i “colombetti”, adorabili funghetti volanti, il “gallonero” il cui sangue contrasta i veleni, il saporito “cappero stellare” e la sua pianta mastodontica, o l’affascinante “uovo imprinting”, che può essere maneggiato solo dalla persona che l’ha colto fino al momento della cottura. Uno dei pregi del volume cartaceo è l’inclusione di un grazioso bestiario con le creature apparse nei sei capitoli. Inoltre, rimuovendo la sovracopertina troviamo una simpatica sorpresa: la vera copertina del volume è uguale alla copertina del ricettario di Nausicaa! Sono i piccoli dettagli come questo che dimostrano l’attenzione prestata alla presentazione del fumetto.

Il ricettario di Nausicaa


In questo primo volume vediamo il progresso della dinamica tra Pia e Leo, le cui personalità contrastanti li portano a rischiare di interrompere il viaggio alla prima tappa. Grazie alla tenera coppia di commercianti che coltiva il cappero stellare, i due riescono a fare pace e instaurare un rapporto di fiducia. Testa calda e coraggiosa lei, osservatore e testardo lui, Pia e Leo rappresentano bene i cosiddetti street smarts e book smarts: lei conosce bene la zona e gli ingredienti grazie alla sua esperienza sul campo, mentre lui nonostante la sua conoscenza non è abituato a viaggiare; è proprio non preparandosi bene il percorso che ha rischiato la vita con il badalischio! Tuttavia è proprio grazie a queste differenze che i due sono complementari, e questa dinamica li rende un duo di protagonisti interessante. Inoltre, al di là delle differenze hanno in comune una certa insicurezza riguardo le loro capacità. Al primo incidente durante la raccolta del cappero stellare Pia inizialmente vuole tornare a casa, ma il confronto con Leo la spinge a ritentare e avere successo. Alla seconda tappa dell’itinerario si capisce perché il cuoco abbia preso la faccenda così a cuore, quando anche lui ha dei problemi a cogliere l’uovo imprinting: viste le parole dei genitori, <<In fin dei conti tu sei un cuoco, tesoro! Basta una chiamata e ti verremo a prendere, sai?>>, Leo probabilmente vuole dimostrare di potersela cavare, anche se è difficile. Pensando a cosa farebbe Pia, il ragazzo riesce finalmente a cogliere l’uovo, a dimostrazione dell’influenza positiva che hanno l’uno sull’altro.

Il sesto capitolo inizia a preparare i primi elementi di una trama che si svilupperà nei prossimi volumi, con l’introduzione di quattro generali all’inseguimento dei due ragazzi, perché il loro itinerario potrebbe condurli a Panacea! Un’ottima conclusione del volume che incuriosisce il lettore lasciandogli un interrogativo: cos’è Panacea? E che collegamento hanno Artemio e Nausicaa con quello che potrebbe essere un ingrediente leggendario? Lo scopriremo seguendo questa fantastica storia alla ricerca dei sapori italiani! 

Titolo: Squisito! Fantastici Sapori Tradizionali Italiani
Editore: Jundo
Autore (sceneggiatura, disegni e colori): Gianmarco Bonelli
Editing: LVCE1807    Lettering: Gianmarco Bonelli
Supervisione: Matteo Vesprini
Piattaforma digitale: www.jundo.it e l’app di Jundo (i primi sei capitoli sono disponibili gratuitamente)
Versione cartacea: Volume tankōbon 16,5x12, copertina flessibile con sovraccoperta, 232 pagine
Colori: B/N con le prime 12 pagine a colori nella versione cartacea
Codice ISBN: 979-12-80408-65-5

Illustrazione che accompagna il capitolo 6
(a colori sulla piattaforma ma in bianco e nero nel volume)

lunes, 27 de diciembre de 2021

Fantomius, il ladro gentiluomo di Disney Italia

Con il debutto del film di Diabolik nei cinema questo mese ho deciso di restare in tema parlando di un altro ladro famoso del fumetto italiano: Fantomius ladro gentiluomo. Per parlare di lui è necessario un po’ di contesto sulle sue origini e la lunga serie di parodie e omaggi fatti dai fumettisti Disney italiani.

Nel 1969 gli autori della rivista Topolino Guido Martina e Giovanni Battista Carpi e la caporedattrice Elisa Penna crearono un alter ego per Paperino: Paperinik, identità che permette a Paperino di avere una rivincita contro le sfortune della sua vita quotidiana. Paperinik iniziò come entità un po’ scherzosa (una delle prime imprese fu rubare il materasso dello zio Paperon De’ Paperoni come rivalsa personale), però presto Paperinik usa questa nuova identità e i suoi gadget creati da Archimede Pitagorico per aiutare gli altri e combattere il crimine come vigilante. In Paperinik e il diabolico vendicatore Paperino è stato ispirato ad assumere questa seconda identità dal diario di Fantomius, che agì come ladro durante gli anni ‘20 del secolo scorso e aveva come base la sua abitazione Villa Rosa a Paperopoli. Oltre al diario, Paperino ha trovato anche il costume del famoso ladro e lo ha preso per la sua avventura come Paperinik. 

"Paperinik e il segreto di Fantomius"
di Marco Gervasio (2011)

Per molto tempo il personaggio di Fantomius è stato un mistero, non si sapeva molto della sua vita oltre alle sue imprese ed è stato menzionato in alcune storie di Paperinik solo tramite il suo diario. L’inizio della rielaborazione del personaggio avviene in quattro storie: Paperinik e l’ombra di Fantomius (2003), Paperinik e il tesoro di Dolly Paprika (2007), Paperinik e il segreto di Fantomius (2011) e Paperinik e il passato senza futuro (2012), che funzionano come prologo per la serie ufficiale dedicata a Fantomius ambientata negli anni ‘20 del Novecento.

Questa nuova fase della gestione del personaggio è condotta da Marco Gervasio, sceneggiatore e artista Disney, che ha stabilito un'identità molto più chiara e definita del ladro gentiluomo, esplorando le sue avventure nella propria serie di storie, pubblicata periodicamente su Topolino. La saga Le strabilianti imprese di Fantomius ladro gentiluomo è iniziata nel 2012 con la storia Il Monte Rosa pubblicata il 13 novembre 2012 nel numero 2972 di Topolino. Le prime quattro storie sono uscite nel corso di quattro settimane nella rivista, per presentare il personaggio, i suoi amici alleati e i suoi nemici e rivali. In seguito, le avventure del ladro sono uscite con una frequenza più libera, presentando finora un totale di 27 storie più le quattro del prologo. 

Copertina del n.0 della Definitive
Collection con le quattro storie
del prologo

Fantomius, come Diabolik (una delle sue ispirazioni), prende elementi dei romanzi francesi degli anni ‘10 sul ladro Fantômas, con cui Fantomius ha in comune anche la maschera blu.

La vera identità di Fantomius è Lord John Lamont Quackett, giovane nobile appassionato di storie d’avventura di Robin Hood che non apprezza l’ipocrisia della società del tempo e si sente alienato dai suoi pari perché lo considerano un fannullone. Ispirato dal suo ladro preferito, Fantomius ruba ai ricchi per donare a chi ne ha bisogno (e un po’ per se stesso) e per l’emozione della sfida: più l’impresa sembra difficile, più è divertente.

Nella serie si presentano gadget che sono stati già menzionati nei diari trovati da Paperino e molti nuovi. I dispositivi, creati dal suo amico inventore Copernico Pitagorico (antenato di Archimede, che aiuta Paperinik nel presente), a volte sono invenzioni anacronistiche, cioè precedono la vera data di invenzione: per esempio, in Il ladro e il miliardario, ambientato nel 1922, Fantomius usa una pellicola dove lo si può sentire parlare, mentre in realtà si è riusciti a includere il sonoro nei film più tardi, nel 1927.

Dolly Paprika, Fantomius
e Copernico nel n.2
della Definitive Collection

Come Diabolik, il papero ladro ha una compagna sia sul lavoro che nella vita privata: Dolly Duck, che lavora con Fantomius con il nome di Dolly Paprika. I due ladri sono sempre inseguiti dal commissario Pinko, personaggio molto determinato ma poco fortunato e fonte di parte delle gag della serie. Nel corso della serie Marco Gervasio è riuscito a costruire un gruppo di personaggi con una personalità definita e una storia personale dettagliata, fino al punto che nella edizione Definitive Collection in volumi si può leggere una linea del tempo per ogni membro della banda di Fantomius.

Tutti e tre hanno una storia familiare che viene esplorata in diverse storie, includendo il racconto dei loro primi incontri e la formazione della banda. Il fratello che ispirò John Quackett a diventare un ladro gentiluomo, la formazione da ballerina classica e l'irritazione nei confronti dell’alta società che hanno plasmato Dolly Duck, e il rapporto conflittuale di Copernico con il fratello gemello Cartesio sono alcuni degli elementi che rendono i personaggi interessanti e carismatici.

Omaggio a Laurel & Hardy
in "Silenzio in sala"
(fonte: ventennipaperoni.com)

L’attenzione al contesto storico degli anni ‘20 permette di creare storie particolari: Silenzio in sala, pubblicata il 16 aprile 2012 su Topolino n.2994, è un omaggio ai film muti, e per questo la storia è senza dialoghi! Inoltre, in un inseguimento tra Fantomius e Pinko attraverso i set cinematografici di Hollywood si possono vedere omaggi a Nosferatu (1922), La battaglia del secolo (1927) con la partecipazione di Stan Laurel e Oliver Hardy (conosciuti nei primi anni in Italia come Cric e Croc prima di essere chiamati Stanlio e Ollio), Spartaco (1953) e Il cavaliere della valle solitaria (1953). Gli ultimi due sono un esempio di anacronismo perché non esistevano ancora negli anni ‘20, però si è trattato di una sorta di licenza poetica, un omaggio voluto.

Visivamente, la serie di Fantomius si distingue dalle storie regolari di Topolino a causa della sua palette di colori più desaturata, che si addice bene all’epoca della storia. Inoltre, i riquadri delle didascalie sono decorati, in contrasto con i riquadri semplici delle storie regolari. 

Prima pagina de "Il Monte Rosa"
di Marco Gervasio (2012)

Le strabilianti avventure di Fantomius ha elementi in comune con Diabolik, però con un’atmosfera più leggera e scherzosa mantenendo intatto il fascino del mistero; sotto questo punto di vista è più vicina alle avventure animate di Lupin III. Fantomius è definitivamente uno dei personaggi più interessanti che il lato italiano dei fumetti Disney ci ha offerto nella sua lunghissima storia, e che ha ancora il potenziale di continuare a raccontare nuove avventure.

miércoles, 22 de diciembre de 2021

Fantomius, el ladrón caballero de Disney Italia

Con el debut de la película de Diabolik en los cines este mes decidí quedarme en el tema hablando de otro famoso ladrón del cómic italiano: Fantomius ladrón caballero. Para hablar de él necesitamos un poco de contexto sobre sus orígenes y la larga serie de parodias y homenajes hechos por los artistas de cómic Disney italianos. 

En 1969 los autores del periódico Topolino Guido Martina y Giovanni Battista Carpi y la jefa de redacción Elisa Penna crearon un alter ego para el Pato Donald: Paperinik, identidad que permitía a Donald obtener revancha contra las desventuras de su vida diaria. Paperinik empezó como entidad un poco chistosa (una de sus primas hazañas fue robar el colchón de su tío Rico McPato como desquite personal), pero pronto Paperinik utiliza esta nueva identidad y sus dispositivos creados por Archimede Pitagorico (Gyro Gearloose) para ayudar los demás y luchar contra el crimen como vigilante. En Paperinik e il diabolico vendicatore Donald fue inspirado a tomar esta segunda identidad por el diario de Fantomius, que actuó como ladrón durante los años 20 del siglo pasado y tenía como base secreta su habitación Villa Rosa en Patoburgo. Además del diario, Donald encontró también el traje del famoso ladrón y lo tomó para su propia aventura como Paperinik. 

"Paperinik e il segreto di Fantomius"
por Marco Gervasio (2011)

Por mucho tiempo el personaje de Fantomius ha sido misterioso, no se sabía mucho de su vida además de sus hazañas y fue mencionado en algunas historias de Paperinik solo a través de su diario. El principio de la reelaboración del personaje está en cuatro historias: Paperinik e l’ombra di Fantomius (2003), Paperinik e il tesoro di Dolly Paprika (2007), Paperinik e il segreto di Fantomius (2011) y Paperinik e il passato senza futuro (2012), que funcionan como prólogo para la serie oficial dedicada a Fantomius ambientada en los años 20 del Noveciento.

Esta nueva fase de la gestión del personaje es conducida por Marco Gervasio, autor y artista Disney, que estableció una identidad mucho más clara y definida del ladrón caballero, explorando sus aventuras en su propia serie de historias, publicadas periódicamente en Topolino. La saga Le strabilianti imprese di Fantomius ladro gentiluomo empezó en 2012 con la historia Il Monte Rosa publicada el 13 de noviembre de 2012 en el número  2972 de Topolino. Las primeras cuatro historias subieron en el curso de cuatro semanas en el periódico, para presentar el personaje, sus aliados amigos y sus enemigos y rivales. Luego, las aventuras del ladrón han subido con una frecuencia más libre, contando hasta la fecha con un total de 27 historias más las cuatro del prólogo.

Portada del n.0 de la Definitive
Collection con las cuatro historias
de prólogo

Fantomius, como Diabolik (una de sus inspiraciones), toma elementos de las novelas francesas de los años 10 sobre el ladrón Fantômas, con el cual Fantomius tiene en común la máscara azul también.

La real identidad de Fantomius es Lord John Lamont Quackett, joven noble aficionado de historias de aventuras de Robin Hood que no aprecia la hipocresía de la sociedad del tiempo y se siente alienado por su pares porque lo consideran un holgazán. Inspirado por su ladrón preferido, Fantomius roba a los ricos para donar a quien lo necesita (y un poco para sí mismo) y para la emoción del desafío: más la hazaña parece difícil, más es divertida. 

En la serie se presentan gadgets que ya fueron mencionados en los diarios encontrados por Donald y muchos nuevos. Los dispositivos, creados por su amigo inventor Copernico Pitagorico (antepasado de Archimede, que ayuda Paperinik en el presente), tal vez son invenciones anacrónicas, es decir que preceden la verdadera fecha de invención: por ejemplo, en Il ladro e il miliardario, ambientado en 1922, Fantomius utiliza una película donde se puede escucharlo hablar, mientras que en realidad el sonido en las pelis se logró incluir más tarde, en 1927.

Dolly Paprika, Fantomius
y Copernico en el n.2
de la Definitive Collection

Como Diabolik, el pato ladrón tiene una pareja tanto en la profesión como en la vida privada: Dolly Duck, que trabaja con Fantomius con el nombre de Dolly Paprika. Los dos ladrones están siempre perseguidos por el comisario Pinko, personaje muy determinado pero poco suertudo y fuente de parte de los chistes de la serie. En el curso de la serie Marco Gervasio logró construir un grupo de personajes con una personalidad definida y una historia personal detallada, hasta el punto que en la edición Definitive Collection en volumen se puede leer una línea temporal para cada miembro de la banda de Fantomius.

Todos los tres tienen una historia familiar que es explorada en diferentes historias, incluyendo el relato de sus primeros encuentros y la formación de la banda. El hermano que inspiró John Quackett a hacerse un ladrón caballero, la formación de bailarina clásica y la irritación por la alta sociedad que moldearon Dolly Duck, y la relación conflictiva de Copernico con su hermano gemelo Cartesio son algunos de los elementos que hacen los personajes interesantes y carismáticos.

Homenaje a Laurel & Hardy
en "Silenzio in Sala"
(fuente: ventennipaperoni.com)
La atención al contexto histórico de los años 20 permite crear historias particulares: Silenzio in sala, publicada el 16 de abrile de 2012 en Topolino n.2994, es un homenaje a las películas mudas, ¡y por eso la historia es sin diálogos! Además, en una persecución entre Fantomius y Pinko a través de los set de filmación de Hollywood se pueden ver homenajes a Nosferatu (1922), The Battle of the Century (1927) con la participación de Stan Laurel y Oliver Hardy (conocidos en los primeros años en Italia como Cric e Croc antes de ser llamados Stanlio e Ollio), Sins of Rome (1953) y Shane (1953). Los últimos dos son un ejemplo de anacronismo porque todavía no existían en los años 20, pero se trató de un tipo de licencia poética, un homenaje intencional.
 
Visualmente, la serie de Fantomius se destaca de las historias regulares de Topolino debido a su paleta de colores más desaturada, que acompaña bien la época de la historia. Además, los cuadros de las leyendas son decorados, en contraste con los cuadros sencillos de las historias regulares.
Primera página de "Il Monte Rosa"
por Marco Gervasio (2012)

Le strabilianti avventure di Fantomius tiene elementos en común con Diabolik, pero con una atmósfera más ligera y chistosa manteniendo intacto el encanto del misterio; bajo este punto de vista es más cercana a las aventuras animadas de Lupin III. Fantomius es definitivamente uno de los personajes más interesantes que el lado italiano de los cómics Disney nos ha ofrecido en su larguísima historia, y que tiene todavía el potencial de seguir contando nuevas aventuras.

domingo, 3 de octubre de 2021

Dylan Dog's first cover artists: Claudio Villa and Angelo Stano - 35 years of Dylan Dog

Dylan Dog turns 35 years old! The nightmare investigator debuted in the newsstands on September 26th 1986 and since then he accompanied readers every month through the decades to this day. Recently we talked about Dylan Dog’s current cover artists, this time I want to celebrate the anniversary of the series with the cover artists of the “classic” era: Claudio Villa and Angelo Stano.

Cover of Dylan Dog n.1
by Claudio Villa

Claudio Villa debuted in the comic world after graduating from art school, drawing for edizioni L.U.G. the medieval miniseries Enguerrand e Nadine and the sci-fi comic Gun Gallon. In 1982 he started collaborating with Sergio Bonelli Editore (back then called Daim Press) for issues 11-12 of the series Martin Mystère, for which he drew nine stories in total. After working on four stories the publishing house commissioned a test to draw pages for Tex, which he passed successfully, working later on a script written by founder Gian Luigi Bonelli.

Cover for "Le vie dei colori"
by Claudio Villa

In 1986 he was contacted by Tiziano Sclavi for the character design of a new character, Dylan Dog. Sclavi provided Ville with all the material gathering the “creative process” and reference images for the faces that inspired him. His first attempts weren’t very satisfying: Dylan is a British man and his studies had traits that were <<kind of Hispanic with thick hair, sideburns and a big nose>>. Once they understood that Dylan is British, they decided to use Rupert Everett’s face as inspiration, and with a few adjustments we reached the definitive appearance of the character. Claudio Villa took care of the covers for the first 41 issues. In 1996 he wrote and drew in collaboration with singer songwriter Claudio Baglioni the story Le vie dei colori starring Dylan Dog, published in color in the magazine Tutto Musica e Spettacolo. In an interview with Lo Spazio Bianco in 2015 he stated that this was his first experience as a cover artist and it was very formative: <<The opportunity of working on the covers was a real gym>>.

Cover of Dylan Dog n.42
by Angelo Stano

He then took care of the character design of Nick Raider, a character created by Claudio Nizzi that debuted in 1988. He took up the baton as cover artist for Tex after Galep in 1994, drawing many issues as well. In 2006 he drew the story Devil & Capitan America: Doppia Morte with the script by Tito Faraci, a production from Marvel Italia. From 2007 to 2011 he drew the covers for Tex’s Collezione storica a colori, a collection of Tex’s stories in color in collaboration with publisher group L’Espresso. Claudio Villa also works on covers for Bonelli comics’ international editions.

Tarot card of The Judgment
drawn by Angelo Stano

Angelo Stano got the art high school diploma in 1971 and debuted in the comic world in 1973 drawing an adaptation of From Earth to the Moon by Jules Verne according to Roberto Catalano’s script, published by Editrice Sole. He worked for several publishers, among which Ediperiodici, Edifumetto, Corrier Boy and Universo. He taught at Milan’s Scuola di Fumetto from 1981 to 1999. In 1985 he entered the team of authors that created Dylan Dog, drawing the first issue of the series, L’alba dei morti viventi. Then he worked on many stories of the series, and in 1990 he took up the baton from Claudio Villa as the series’ cover artist from issue 42. His last cover was issue 361, Mater Dolorosa, followed by the blank cover of Dopo un lungo silenzio, leaving the baton to Gigi Cavenago in issue 363. Occasionally he keeps drawing stories for the main title: his most recent one is issue 417, L’ora del giudizio, written by Barbara Baraldi and published in May 2021. During his career Stano also drew covers for the titles Speciale Dylan Dog (1990-2014) Maxi Dylan Dog (1998-2014), Dylan Dog Gigante y Almanacco della Paura.

Cover of Dylan Dog n.315
by Angelo Stano

In 2012, Angelo Stano worked on script, drawings and cover of issue 315, La legione degli scheletri, an exceptional case because issues are usually a work of two authors plus the cover artist. In addition, in 1991 he drew the illustrations for the Tarocchi di Dylan Dog, tarot cards created in collaboration with publisher Lo Scarabeo that represent the major arcana with the characters of the series.

On occasion of issue 400, Claudio Villa and Angelo Stano came back to create special covers together with Gigi Cavenago and Corrado Roi, who was not a cover artist for the main title but he is one of the most memorable artists of the comic series.

Covers of Dylan Dog n.400 by Gigi Cavenago, Claudio Villa, Angelo Stano and Corrado Roi

This time as well I will show my favorite covers to celebrate the artists of the classic era of Dylan Dog.


Cover of Dylan Dog n.25, “Morgana”, October 1988, Claudio Villa. One of the most memorable covers, due to its composition as much as for the introduction of the character of Morgana.


Cover of Dylan Dog n.44, “Riflessi di morte”, May 1990, Angelo Stano. I especially like the shadow and the inclusion of the title in the composition, with the sword covering one of its letters.


Cover of Dylan Dog n.40, “Golconda!”, February 1990, Claudio Villa. The cover is an homage to the painting Golconde by René Magritte in a horror key. 


Cover of Dylan Dog n.63, “Maelstorm!”, December 1991, Angelo Stano. A surreal passage-way room, where you can’t tell up from down and different supernatural creatures meet.


Cover of Dylan Dog n.16, “Il castello della paura”, January 1988, Claudio Villa. The veiled lady and her marvelously detailed gown are the protagonists of the composition.


Cover of Dylan Dog n.120, “Abyss”, September 1996, Angelo Stano. The objets and marine fauna are portrayed very thoroughly, personally I quite like the perspective the razor is represented with.

viernes, 1 de octubre de 2021

Los primeros portadistas de Dylan Dog: Claudio Villa y Angelo Stano - 35 años de Dylan Dog

¡Dylan Dog cumple 35 años! El investigador del oculto debutó en los quioscos el 26 de septiembre de 1986 y desde entonces acompaña a los lectores cada mes a través de las décadas hasta hoy en día. Recientemente hablamos de los portadistas corrientes de Dylan Dog, esta vez quiero celebrar el aniversario de la serie con los portadistas de la época “clásica”: Claudio Villa y Angelo Stano.

Portada de Dylan Dog n.1
por Claudio Villa

Claudio Villa debutó en el mundo del cómic después del diploma de escuela de arte, diseñando para ediciones L.U.G. la miniserie medieval Enguerrende e Nadine y el cómic de ciencia-ficción Gun Gallon. En 1982 empezó a colaborar con Sergio Bonelli Editore (en ese entonces llamada Daim Press) para los números 11-12 de la serie Martin Mystère, para la cual dibujó nueve historias en total. Después de trabajar sobre cuatro historias, la editorial lo encargó con una prueba para diseñar páginas de Tex, que él pasó con éxito trabajando luego sobre un guión escrito por el fundador Gian Luigi Bonelli.

Portada de "Le vie dei colori"
por Claudio Villa
En 1986, fue contactado por Tiziano Sclavi para la realización gráfica de un nuevo personaje, Dylan Dog. Sclavi ofreció a Villa todo el material que recogía el “proceso creativo” e imágenes de referencia para los rostros que lo inspiraban. Sus primeras tentativas no eran tan satisfactorias: Dylan es un hombre inglés y los estudios del personaje tenían rasgos <<españolizantes con cabello grueso, patillas y una gran nariz>>. Una vez comprendido que Dylan es inglés, se decidió utilizar el rostro de Rupert Everett como inspiración, y con algunos ajustes llegamos a la apariencia definitiva del personaje. Claudio Villa se ocupó de las portadas para los primeros 41 números. En 1996 escribió y dibujó en colaboración con el cantautor Claudio Baglioni la historia Le vie dei colori con protagonista Dylan Dog, publicada en color en la revista Tutto Musica e Spettacolo. En una entrevista con Lo Spazio Bianco en 2015 él afirmó que esta fue su primera experiencia como portadista y fue muy formativa: <<La oportunidad de dedicarme a las portadas fue un verdadero gimnasio>>
Portada de Dylan Dog n.42
por Angelo Stano

Luego, él se ocupó de la realización gráfica de Nick Raider, personaje creado por Claudio Nizzi que debutó en 1988. Recibió la antorcha de portadista de Tex después de Galep en 1994, dibujando también muchos números. En 2006 dibujó la historia Devil & Capitan America: Doppia Morte con el guión de Tito Faraci, una producción de Marvel Italia. De 2007 a 2011 él dibujó las portadas de la Collezione classica a colori de Tex, una colección de las historias de Tex en colores en colaboración con el grupo editorial L’Espresso. Claudio Villa se ocupa también de las portadas de ediciones extranjeras de los cómics Bonelli.

La carta del juicio
dibujata por Angelo Stano
Angelo Stano consiguió el diploma de escuela de arte en 1971 y debutó en el mundo del cómic en 1973 dibujando una adaptación de De la Tierra a la Luna de Jules Verne según el guión de Roberto Catalano, publicada por Editrice Sole. Trabajó para numerosas editoriales, entre ellas Ediperiodici, Edifumetto, Corrier Boy y Universo. Fue profesor en la Scuola di Fumetto de Milán de 1981 a 1999. En 1985 entró en el equipo de autores que creó Dylan Dog dibujando el primer número de la serie, L’alba dei morti viventi. Luego trabajó en numerosas historias de la serie, y en 1990 toma la antorcha de Claudio Villa como portadista de la serie a partir del número 42. Su última portada fue el número 361, Mater Dolorosa, seguida por la portada blanca de Dopo un lungo silenzio, dejando la antorcha a Gigi Cavenago en el número 363. Él sigue dibujando ocasionalmente historias en la serie principal, su historia más reciente es el número 417, L’ora del giudizio, escrita por Barbara Baraldi y publicada en mayo de 2021. Durante su carrera Stano dibujó también portadas para los títulos Speciale Dylan Dog (1990-2014), Maxi Dylan Dog (1998-2014), Dylan Dog Gigante y Almanacco della Paura.

Portada de Dylan Dog n.315
por Angelo Stano
En 2012, Angelo Stano se ocupó de guión, dibujos y portada del número 315 La legione degli scheletri, un caso excepcional en la serie por qué los números suelen ser un trabajo de dos autores más el portadista. Además, en 1991 trabajó a las ilustraciones de los Tarocchi di Dylan Dog, cartas de tarot creadas en colaboración con la editorial Lo Scarabeo que representan los arcanos mayores con los personajes de la serie.

En ocasión del número 400, Claudio Villa y Angelo Stano regresaron para crear portadas especiales, junto con Gigi Cavenago y Corrado Roi, que nunca fue portadista para la serie principal pero es uno de los artistas más memorables de la serie de cómic.
Portadas del n.400 de Dylan Dog por Gigi Cavenago, Claudio Villa, Angelo Stano y Corrado Roi

Esta vez también voy a mostrar mis portadas favoritas para celebrar la era clásica de Dylan Dog.
 

Portada de Dylan Dog n.25, “Morgana”, octubre de 1988, Claudio Villa. Una de las portadas más memorables, tanto como por su composición como por la introducción del personaje de Morgana.


Portada de Dylan Dog n.44, “Riflessi di morte”, mayo de 1990, Angelo Stano. Me gusta especialmente la sombra y la inclusión del título en la composición, con la espada que cubre una letra.


Portada de Dylan Dog n.40, “Golconda!”, febrero de 1990, Claudio Villa. La portada es un homenaje a la pintura Golconde de René Magritte en versión terrorífica.


Portada de Dylan Dog n.63, “Maelstorm!”, diciembre de 1991, Angelo Stano. Una habitación de pasaje surreal, donde no se sabe dónde están arriba y abajo, y diferentes criaturas sobrenaturales se encuentran.


Portada de Dylan Dog n.16, “Il castello della paura”, enero de 1988, Claudio Villa. La señora velada y su ropa maravillosamente detallada protagonizan la composición.


Portada de Dylan Dog n.120, “Abyss”, septiembre de 1996, Angelo Stano. Los objetos y la fauna marina son representados con mucho cuidado, personalmente me gusta mucho la perspectiva con la cual se representa la navaja.